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[Autore: Andrea Sessa - Orgoglio Terrone]
In tutta la provincia iblea la costruzione dell’aeroporto a Comiso ha aperto nuovi orizzonti di fiducia e ottimismo, grazie all’indotto economico che potrebbe provenire dai maggiori flussi turistici.
Fino adesso, grazie anche alla fortunata serie tv de “il Commissario Montalbano”, la provincia ha conosciuto un rilancio in questo settore, con la costruzione di nuove infrastrutture e l’adattamento dei tessuti urbani ad ospitare turisti da tutto il mondo.
Poche province possono vantare bellezze paesaggistiche come quelle iblee: Ragusa Ibla e Modica, città inerpicate e suggestive come poche, la Comiso di Bufalino unite alle incantevoli spiagge dorate sono un patrimonio che va senza dubbio sfruttato. Senza dimenticare tutte le altre città, i prodotti eno-gastronomici, l’ospitalità innata, la simpatia degli abitanti e il “sicilian-way of life”.
Nulla a che vedere con la caotica Rimini, che non possiede nemmeno metà delle bellezze marine, paesaggistiche e gastronomiche sicule, ma che con astuto senso degli affari è riuscita a concentrare un affollato e funzionale complesso di strutture turistiche sfruttando al massimo il mar Adriatico. Nella zona Rimini-Riccione vi sono più complessi turistici che in tutta la Sicilia, senza che questi siano abusivi: si tratta solamente di una programmazione strutturale ben pianificata.
La provincia iblea non deve diventare un’altra Rimini, non ne ha la vocazione, non ne ha l’interesse, e credo che verrebbe snaturata in maniera irrimediabile, la nostra provincia deve però avere una politica di più attenzione nei confronti del turista e in primis di sé stessa.

L’aeroporto, dopo inutili inaugurazioni, ancora per la prossima stagione estiva non funzionerà, e non si sa bene se sarà un Trapani-Birgi della Sicilia orientale o un punto davvero valorizzato soprattutto per gli approdi turistici. Considerando la seconda ipotesi, che è quella in cui vivamente tutti speriamo, un ingresso preferenziale dentro il mondo ragusano tramite una linea area è da sfruttare, vista la cronica dipendenza da Catania, la disastrosa situazione delle strade (basti pensare alla Salerno-Reggio e alle poche autostrade presenti in Sicilia) e l’inesistente ferrovia. Ma come è da sfruttare una risorsa del genere? Edificare a tutto spiano e stabilimenti balneari ovunque? Secondo me non è la soluzione, il territorio non si deve stravolgere per adattarlo al turista, ma deve essere il turista ad entrare in contatto con il territorio così com’è.
Ciò vuol dire che l’ambiente deve rimanere intatto ma deve cercare di accogliere il turista, farlo sentire a casa, offrirgli il comfort necessario, dargli non l’approssimazione ma la certezza che esistano dei servizi ad hoc studiati per lui. Ad esempio ampliare in tutte le città info-point per il turista, creare segnaletiche chiare per sottolineare tutti i percorsi artistici disponibili (un barocco come il nostro pochi ce l’hanno), acquistare massicci spazi pubblicitari anche all’estero, sfruttare tutte le potenzialità di internet.
Paesi come Cuba sono diventati dei paradisi turistici pur vivendo sotto un regime dittatoriale, il pregio è stato sfruttare l’ambiente, ma c’è differenza fra sfruttare e stravolgere. Sfruttare vuol dire rimanere siciliani e capire le esigenze di chi viene da fuori: vedere nel turista non un pollo da spennare ma un ospite speciale dentro il nostro mondo, offrire servizi semplici che a volte mancano (come le docce sui litorali, la pulizia delle strade, i parcheggi, il personale che non sa parlare bene nemmeno una lingua straniera).
Insomma Dio ci ha dato la fortuna di nascere e vivere in uno dei posti geograficamente più belli del mondo e noi stiamo sciupando questa grande possibilità, ed è davvero un peccato. Anche le amministrazioni comunali hanno le loro responsabilità, devono cercare di creare in ogni città un centro di eccellenza, come una sorta di grande hotel a 5 stelle naturale, finanziarie e potenziare centri di formazione per il personale (scuole alberghiere, corsi di formazione e specializzazione).
Fin ora si è parlato della provincia iblea in generale, entrando nel particolare è singolare il caso della “mala” gestione di Vittoria e della sua frazione rivierasca (come ama chiamarla qualcuno che lavora a E20 Sicilia). Se si finisse di incensare Scoglitti solo quando si giocano delle partite di beach soccer si capirebbe che è una risorsa dalle potenzialità enormi ma sfruttata al 10%, incomparabile con la più ben avanzata Marina di Ragusa.
Durante la lunga epopea Aiello sia Vittoria che Scoglitti proliferò l’abusivismo edilizio, il ruspante sindaco però continuava a dire che voleva fare della frazione “rivierasca” la Rimini del Sud, pensare se non avesse voluto valorizzarla! L’avrebbe forse rasa al suolo?
Aiello nomina negli anni novanta l’architetto Dezio come consulente in materia urbanistica, quest’ultimo conduce il primo studio tecnico in città per volume d’affari, ed è stato tecnico di fiducia dei fratelli Di Martino, implicati nel racket del mercato dell’ortofrutta. Il conflitto d’interessi è palese: da una parte l’arch. Dezio per conto dell’amministrazione pubblica dovrebbe controllare l’edilizia abusiva, e dall’altra nel suo studio istruisce e agevola le pratiche di sanatoria. Risultato: l’ottanta per cento delle richieste finisce nelle mani di una sola persona.
Tramite la mediazione di Dezio vengono favoriti molti imprenditori, un caso su tutti è Mario Sciacco, commerciante di trattori, che costruisce un lussuoso hotel a quattro stelle in via Castelfidardo (nel centro della città) grazie ad una variante nel piano regolatore, ovviamente pattuita. Ancora protagonista Sciacco costruisce un mega impianto turistico a Scoglitti, nella zona di Borgo Nuovo, un’altra zona non edificabile secondo il piano regolatore, opportunamente cambiato.
Ci furono polemiche sollevate dall’opposizione, anche perché si vociferava che Aiello avesse una quota di partecipazione nell’ultima creatura di Sciacco: Stella Marina.
A Scoglitti si usa fare tutto non seguendo le regole, basti vedere la Riviera Gela, uno dei più bei litorali rovinato da un’edilizia disgraziata che ha rovinato il lungomare che poteva benissimo concorrere con l’Andrea Doria di Marina di Ragusa, sia per lunghezza (parte da Kamarina, per passare dal porto, sino a Costa Fenicia), sia per la costruzione di locali che sono stati sempre penalizzati dalle esigenze dei residenti “estivi”.
Ma visto le case quasi a ridosso del mare che mangiano quasi completamente la strada è impossibile sfruttare la Riviera Gela come si dovrebbe; così come Costa Fenicia: chi arrivava prima costruiva, tanto poi tutto veniva sanato.
Provvisorietà e deregolamentazione hanno vissuto per molti anni nell’ipotetica “Rimini del sud”, martoriata dal cemento, vetrina buona solo per il beach soccer e il santo patrono, da abbandonare a sé stessa dopo la stagione estiva.
Infatti prerogativa dei vittoriesi era solo sfruttare “’a casa a mari” per poi disinteressarsi completamente dei problemi e delle potenzialità della frazione; come i lavori del porto mai conclusi, l’insabbiamento mai risolto, i piloni che si sfaldano, le voragini che si aprono nella panchina, le parti appaltate da anni e mai realizzate, la sabbia e la ghiaia al posto del cemento.
Il “contentino” è stata la piazza messa a nuovo, ma ciò non basta a soddisfare i giustamente esigenti cittadini di Scoglitti, stanchi di essere presi in giro, sfruttati e mai valorizzati per quello che la loro città potrebbe dare a tutta l’area iblea.
L’atavica soggezione nei confronti di Marina di Ragusa può essere superata, basta ultimare i lavori del porto, creare attrattive turistiche maggiori (si era ipotizzato un acquario stile Genova), valorizzare il territorio, curare la pulizia della città e le spiagge, evitare l’abusivismo edilizio.
Se si eliminassero certe contraddizioni anche nella nostra area potremmo avere un centro di eccellenza turistico, non vogliamo e non dobbiamo diventare come Rimini (come invece sostiene qualcuno), dobbiamo puntare su un turismo diverso, fatto di persone, servizi e bellezze artistiche.
Ce la faremo?
N.B. Alcuni dati sono tratti dal sito www.leinchieste.com.

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