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Di proposito con un giorno di ritardo, voglio ricordare i 30 anni dalla morte di Peppino Impastato. Vi chiederete perchè con un giorno di ritardo. Noia? Troppo lavoro? Menefreghismo? Niente di tutto questo.
Ieri avrete già letto miliardi di rapole sugli omicidi di Impastato e di Moro. Avrete sentito la notizia alla TV, sui giornali, magari anche da un amico. Ma il giorno del ricordo è qualcosa di troppo facile. Qualcosa che ci permette 364 giorni di amnesia ed uno solo di finto cordoglio.
Ogni giorno dovremmo ricordare certe cose. Non per provare sdegno verso gli assassini o ammirazione verso le vittime. Solo per fare degli uomini un'idea, e l'idea dei fatti congruenti.
Non è mio costume fare della morale. Piuttosto preferisco far notare come un comportamento poco etico e apparentemente con risvolti personali favorevoli, possa celare un grande pericolo.
Siamo in periodo di elezioni in provincia e non nascondiamoci dietro una spiga di grano. Sappiamo benissimo quante telefonate stanno partendo in queste ore. Gente che promette favori in cambio di una croce.
Non ho paura a definire queste persone mafiose. Perchè è da sempre preerogativa dei mafiosi l'annientamento, più o meno coercitivo, della volontà del popolo. Fare in modo che la gente veda in loro persone potenti e capaci di influenzarci il futuro in maniera rilevante.
Ricordate, tutte le volte che ricevete un favore dal potente di turno, tutte le volte che pensate sia più facile vedersi regalate le cose, in realtà state ricevendo molto meno di quanto date. Ottenere dei favori immeritati equivale a diventare schiavi. E seppur qualcuno vi vedrà con il macchinone, il cellulare da 1000 euro e chissà quale altro status symbol, voi sarete sempre degli schiavi. Persone che hanno qualcosa perchè il loro padrone gliela elargisce. Nei fatti sarete nuddu ammiscatu cu nenti.
E non farete altro che ingrandire il buco nero di ingiustizia in cui viviamo, ed offendere la memoria di gente come Peppino Impastato e Aldo Moro. Persone molto diverse, assassinate da gente che pretendeva di stabilire a priori come il tutto dovesse girare.
Spero un giorno non ci sia bisogno di commemorazioni come queste. Forse è retorica, ma viva la retorica se questa vuol dire sperare in un mondo dove gli uomini possano scegliere del proprio destino senza rischiare la vita.

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