ATTENZIONE!
L'articolo che stai leggendo è stato scritto 1345 giorni orsono.
Le informazioni presenti potrebbero non essere aggiornate!
Samuela Cannata non è una stilista, è una fashion designer. Ho incrociato la sua strada nel lontano 1996, quando ci ritrovammo, per sbaglio, nella stessa classe di un corso linguistico. Dico per sbaglio, perché quello non era il suo posto, perché aveva appunto in mente di diventare un’artista. Si è infatti diplomata nel 2004, a pieni voti ed ottenendo la lode, presso l’Istituto di Moda Burgo di Milano. Il suo esordio in passerella risale al maggio di quello stesso anno, a 21 anni, in occasione di un concorso regionale per stilisti emergenti, con una collezione di 6 abiti intitolata “La sabbia e il movimento delle onde”. E’ solo la prima di una lunga serie di sfilate, con collezioni dai nomi evocativi: “Luce del Paradiso e Tenebre dell’Inferno”, “Pace nel Mondochenonc'è", “Sicilia in Puzzle” e "Incanto", collezione di abiti da sposa ispirata alle principesse di un tempo.. Samuela realizza i suoi abiti dall’idea alla progettazione dei cartamodelli, dal taglio alla confezione con metodi d’alta moda, sperimentando sempre nuove tecniche e materiali, fino a dare vita al capo pronto “da indossare”. Preferisce ricamare a mano con perline e paillettes, utilizza nastri di raso, seta, organza e antichi tessuti. Tra le sue mani, anche semplici scampoli prendono vita come nuove creazioni d’alta moda.
Negli ultimi anni ha ricevuto svariati riconoscimenti, tra cui il Premio Alba, che le ha permesso di entrare a far parte del Dizionario Enciclopedico Internazionale d'Arte Moderna e Contemporanea 2008.
Le ho chiesto di rispondere a qualche domanda, prima di partire per Gubbio, che ci permettesse di conoscerla meglio.
 
-         Quand'eri piccola, cosa pensavi che saresti diventata da grande?
 
Quando ero piccola, i miei idoli erano Lorella Cuccarini e Heather Parisi...Mi piaceva ballare e cantare, insomma volevo fare la showgirl! Poi volevo il gioco "Gira la moda", ma ero una bambina molto silenziosa anche quando giocavo a "vestire" le bambole e quel gioco non l'ho mai avuto...alla fine disegnavo a mano libera abiti di carta che poi mettevo alle mie bambole. Conservo ancora qualche cimelio.
 
-         Secondo te, quali sono le qualità essenziali che uno stilista deve avere?
 
Io penso che ormai si stia perdendo la figura dello stilista. Tutti improvvisano, per esempio molti cantanti come Paris Hilton e Bryan Adams. Invece, dietro la figura di uno stilista c'è molto di più: uno stilista per essere definito tale deve saper disegnare, progettare i cartamodelli e infine anche tagliare e cucire. Non basta solo disegnare, bisogna imparare anche a riconoscere i difetti del capo, eliminarli e correggere i cartamodelli all'occorrenza.
 
-         Il tuo più grande successo, fino ad ora.
 
Quando ho iniziato non pensavo che un giorno avrei vestito aspiranti reginette di bellezza e anche Miss affermate come Tania Zamparo, l'ex Miss Italia. Ho iniziato per passione, mi è sempre piaciuto disegnare e lo faccio tutt'ora. Poi però ho preferito rivolgermi al pubblico quindi disegnando moda. Sicuramente uno dei più grandi successi, a parte le passerelle, è vedere la gente che compra e indossa i miei abiti. Vuol dire che lo stile piace e che quello che ho fatto fino ad ora non è stato tempo perso.
 
-         Il tuo più grande fallimento (e speriamo l'ultimo)?
 
Fallimento? Finora non ne ho avuti o forse non me ne sono accorta…Forse il concorso regionale che facevo ogni anno a Vittoria e che non ho mai vinto, ma quella è un'altra storia, visto che oggi faccio parte anche di un dizionario internazionale d'arte Moderna e contemporanea distribuito nei migliori musei, biblioteche, fiere e gallerie d'arte del mondo. Non lo considero un fallimento, ma credo che concorsi seri in Sicilia non ce ne siano o forse sono pochi…soprattutto se si deve fare "da contorno" oppure se a battersi per i premi sono le solite persone. Che gusto c'è così? A me piace la competizione e anche quest'anno non ne ho vista. Infatti chiederei agli interessati: “perchè non ho vinto?? Perchè non sono passata alla seconda serata?”, ma non credo mi risponderanno...
 
-         Qual è la tua città preferita, quella che più ti ispira?
 
Ho iniziato a viaggiare nel 2003 e città ne ho viste molte: Padova, Bologna, Roma, Venezia, Milano, Gorizia, Rovigo, ma una mi è entrata particolarmente nel cuore. E’ una città dove torno spesso e volentieri: Bologna. Girare per le vie di Bologna o fare anche una semplice passeggiata ai Giardini Margherita, riempie la mia giornata di sole, anche se non c'è. Ora vedrò Gubbio e Perugia, città dove mi tratterrò per qualche giorno dopo la finale nazionale.
 
-         Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo?
 
Dopo tutti questi viaggi, sicuramente un punto di riferimento fisso sono tutti i componenti della mia famiglia: prima di tutto i miei genitori, mia mamma, che oltretutto è una pittrice e mi ha aperto la strada per l'arte quando ero solo una bambina. Loro mi seguono sempre alle sfilate, tutta l'estate siamo stati in giro per la Sicilia: a Gela per una delle finali regionali di Miss Italia, poi a Patti per una serata di beneficenza della Lions Club, a Brucoli e anche a Marina di Modica grazie all'agenzia Top Immagine...
Mi dispiace che le mie nonne non siano riuscite a vedere tutti i premi che ho ricevuto in questi ultimi due anni, quando erano in vita ho avuto molte delusioni e loro insieme a me. Ora penso che, a parte la bravura, gli aiuti mi arrivino anche dal cielo.
 
-         Le tue aspettative, i tuoi progetti, i tuoi sogni dopo Gubbio.
 
A Gubbio andrò per la mia prima sfilata per una Finale Nazionale. Ci sono marchi interessanti tipo la Cotton Club ed io non mi aspetto niente, ma siccome la fortuna si dice che giri, potrebbe nascere anche una collaborazione. Progetti tanti, quest'anno ho realizzato anche una collezione di abiti da sposa tutti ricamati a mano e dai modelli ricercatissimi, prima o poi spero di riuscire a mettere su un atelier di abiti da sposa e cerimonia. Non escludo anche la possibilità di vendere le mie creazioni, tra cui anche gli accessori, nelle boutique di Roma e Milano e anche in Giappone. Il mio sogno, che poi è anche realtà, è quello di rimanere sempre me stessa, di avere accanto degli amici che ti stimano sempre e di guardare sempre avanti per la mia strada, allontanando invidie e gelosie che purtroppo ci sono sempre e da chi magari non ci si aspetta mai.
 
-         Infine una cosa che vorresti dire, una qualsiasi. Eccoti lo spazio.
 
Mi rivolgo a tutti quei ragazzi e ragazze che hanno un sogno da realizzare nel mondo dello spettacolo: non abbattetevi mai, la carriera va costruita gradino dopo gradino, è tutta una salita e senza scendere a compromessi chi ha talento prima o poi arriva, l'importante è saper aspettare il momento giusto.
Infine, volevo ringraziare la mia famiglia e le mie nonne per il supporto e tutte quelle persone che mi stanno accanto, inoltre l'agenzia Top Immagine e te, per avermi intervistato.
.Commenti rss

Nessuno ha ancora commentato...



I commenti possono essere moderati.
Se non lo vedi comparire subito non reinserirlo più volte.
Grazie per la gentile collaborazione.