Scritto da Chiara Padua il 25/10/2008, in Comiso
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Il 23 Ottobre, su La Repubblica, è stata pubblicata una lettera di Marco La Torre, nipote dello scomparso Pio La Torre. Lascio questo spazio alle sue parole e, nei commenti, alle vostre, se vorrete.

"Pio La Torre era mio nonno. Avevo tre anni quando è stato ucciso, e sono 26 anni che mi chiedo come sarebbe stato parlare, vivere, e confrontarmi con lui. Mi sono convinto che l'esempio ed il modello che lui ha dato morendo fossero la ricompensa della privazione che ho avuto. Ora sono un medico di 29 anni e mi sento derubato anche di questo. Scrivo ora, a più di un mese dalla dichiarazione del Sindaco Giuseppe Alfano di cancellare l'intitolazione dell'aeroporto di Comiso a Pio La Torre, perché, ho voluto che le riflessioni che oggi rivolgo, fossero private, di quel giusto, ma poco costruttivo, contenuto di ira e frustrante indignazione di cui all'indomani dell'accaduto erano piene. Scrivo ora, perché quel gusto amaro di delusione e sconforto continua a riempire la mia testa e la mia gola. Mio nonno non era solo un esponente del Partito Comunista siciliano, era un italiano con il più profondo senso dello Stato. Le sue battaglie e il sacrificio ultimo della sua vita, non appartengono a nessuno e sono di tutti. Si batté contro la Mafia e contro quella politica che ne permetteva l'esistenza, e contro una collusione ancora oggi lungi dall'essere sconfitta. La legge 109 non è la "sua" legge, ma una legge che l' Italia si è data per combattere la criminalità organizzata. Chi vuol privare l' aeroporto di Comiso del nome di Pio La Torre, vuol negare il significato delle sue battaglie, del suo esempio, e della sua vita. Ho negli occhi l' ombra dell' ennesima frustrante sconfitta per un paese inerte, sottomesso, esanime. Spero sinceramente che una parte sana esista ancora e trovi la forza di opporsi all' ennesimo sopruso, all' ennesima ingiustizia, all'ennesimo oltraggio."

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rosario
#1
25/10/2008 @ 12:18:34
L'aeroporto di Comiso non merita l'intitolazione a Pio La Torre, è frutto-oggetto di meschini intrallazzi politico-mafiosi, di molteplici ridicole inaugurazioni, di assunzioni aumma-aumma, di pensieri-parole di loschi personaggi.
Se lo tengano, lo intitolino pure a Riina e la sua "famiglia" e con loro dentro gli diano fuoco, per una Sicilia libera da questi rozzi-ignoranti-loschi-nausebondi personaggi d'altri tempi.
moticanus*
#2
25/10/2008 @ 12:36:16
Temo che sia più una questione di principio che etica e morale.

Molto più dell'intitolazione di strade o aeroporti ritengo valga la profonda stima e considerazione che di certi illustri personaggi si ha. Sono forse le targhe commemorative sparse per tutta italia, in memoria di Falcone o di Borsellino, a rendere immortali queste persone? No! E' la nostra acquisita coscienza alla legalità a renderle eterne e sempre vive.
#3
03/11/2008 @ 00:25:43
Abbiamo pubblicato anche noi la lettera di Marco La Torre. Insieme a un commento molto significativo di un sottufficiale dell'Aeronautica, che parla di Magliocco, del quale ricostruisce la storia e di cui dice: "Non intitolerei mai neppure un vicolo ad un uomo che è stato strumento di un genocidio".
Insomma, parole che sarebbero giudicate come molto sensate dappertutto. Tranne, chissà perché, in Italia.
http://noirpink.blogspot.com/2008/11/ancora-su-pio-la-torre-e-laeroporto-di.html
i o
#4
13/05/2011 @ 01:03:39
marco, tuo nonno nn è il solo nonno che è morto per mano della mafia-stato... cmq rimane la macchina del fango..peggiore di ogni altra morte.. quella mediatica..sei medico?? allora sai cosa fare.. diventa assessore regionale/ministro nazionale e debella il clientarismo a partire dalla stessa sanità pubblica.. usa il tuo nemico per sconfiggerlo dall'interno..


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