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E purtroppo anche il giorno di San Valentino non c'è pace per il povero comune di Modica. Tutti a dire cosa fare per evitare quello che ai più sembra scontato: la dichiarazione di dissesto finanziario.
Il centro destra offre il suo appoggio. Certo, mette qualche piccolo, infinitesimale paletto. Ma da quando in qua c'è un'opposizione che non vuole che l'avversario cada? Cosa c'è di così drammatico nel dissesto finanziario dal non voler vedere il proprio avversario rassegnare le dimissioni?
Ho letto un po' di dichiarazioni dei nostri amministratori e politicanti (sì, politicanti, perchè di politici veri io non ne vedo). Ma son troppo politichesi. In sostanza con un giro di parole degno del miglior Leopardi, ci mandano in depressione facendoci cagare sotto all'idea del dissesto, senza però dire cosa succederebbe nella sostanza.
Da una piccola ricerca on line, ho trovato qualche articolo interessante in merito alle conseguenze del dissesto finanziario. Non ultimo ovviamente, ho dato una lettura al Testo Unico delle leggi sull'Ordinamento degli Enti Locali.
Da questa pagina leggo che una delle prime cose da fare sarebbe verificare e ripristinare ove necessario, il rapporto dipendenti-abitazione del comune. Dovrebbe essere di 1 a 93. Che rapporto c'è a Modica? Non so, ma ad occhio non direi che ci stiamo tanto dentro. E se qualcuno si mettesse pure a spulciare le modalità di assunzione? Secondo me ci sarebbe da ridere :-)
E' vero che la dichiarazione di dissesto porterebbe per anni tutte le aliquote relative a tasse ed imposte locali ai massimi. Ma anche senza dichiarazione formale di dissesto, quale altra strada si potrebbe percorrere?
Ci sono invece alcuni vantaggi, come la sospenzione dei termini per la delibera del bilancio. Che in pratica vuol dire potersi fare meglio i conti e verificare con tutto il tempo che si vuole. Ma non solo, i debiti contratti non producono più interessi e non saranno soggetti a rivalutazione. Un vantaggione! Perchè gli interessi sul debito pubblico (comunale in questo caso) sono nuovo debito a maturazione praticamente infinita.
Non finisce qui, perchè le procedure esecutive a carico dell'ente, per i quali l'opposiozione non sia stata presentata entro i termini o questa sia stata rigettata, vanno a finire nel cumulo della massa debitoria e trattati come gli altri debiti dell'ente. Quindi senza un trattamento particolareggiato e senza relativi maggiori costi per l'ente.
Non dimentichiamo pure che regione, stato ed altri enti, hanno il potere di elargire fondi extra ad amministrazioni in dissesto, senza dover dare troppe spiegazioni come nei noti casi Catania e Roma. Ed allora, visto che tanto la prospettiva è quella di pagare un mare di soldi in imposte, perchè non si sceglie la strada del dissesto ed una buona volta si azzera una situazione che è obiettivamente scappata di mano a tutti?!
Eh... Sembra facile, ma il comma 5 dell'articolo 248 del Testo Unico dice una cosa che sta facendo terrorizzare i nostri politicanti.
Fermo restando quanto previsto dall’art. 1 della legge 14 gennaio 1994 n. 20, gli amministratori che la Corte dei Conti ha riconosciuto responsabili, anche in primo grado, di danni da loro prodotti, con dolo o colpa grave, nei cinque anni precedenti il verificarsi del dissesto finanziario, non possono ricoprire, per un periodo di cinque anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati, ove la Corte, valutate le circostanze e le cause che hanno determinato il dissesto, accerti che questo è diretta conseguenza delle azioni od omissioni per le quali l’amministratore è stato riconosciuto responsabile
Prima o poi doveva uscire fuori un paragrafetto del genere. Perchè visto che dissesto vuol dire non riuscire a coprire le spese correnti, magari qualcuno avrà fatto il biricchino. Amministratori che scrivono in bilancio entrate inesistenti, revisori contabili determinati particolari, consiglieri che approvano bilanci non disavanzi pazzeschi senza nemmeno farsi scrupolo di chiedere spiegazioni.
Chiunque sia riconosciuto colpevole per dolo o colpa grave (ha agito sapendo di agire male, ma anche se avesse agito in buona fede mancando però di usare la diligenza del buon padre di famiglia) per cinque anni può andare a vendere luppini al casello di San Gregorio!
Siamo arrivati al dunque. Modica non sarà mai dichiarata in dissesto finanziario e sappiamo anche perchè!

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