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A quanto pare il Magnifico Rettore Recca ed i Chiarissimi componenti del Senato Accademico dell'Università degli Studi di Catania, hanno deciso che la Provincia di Ragusa (ma non solo) non debbano avere pari dignità formativa rispetto alla città del vulcano.
Parto però da un presupposto personale. Vivo a Catania, prima come studente, poi come lavoratore fuori sede dal 1998. Conosco abbastanza bene la città e personalmente trovo molto gradevole Catania i catanesi. Come ogni grande città sconta un tasso più alto di crinimalità, e sicuramente la qualità della vita, rispetto ai primi anni di mia presenza, si è abbassato. Ma anche questo aspetto è da considerare in un generale abbassamento della qualità delle città del meridione. Per dire, a Modica non stiamo messi tanto meglio.
E' sicuramente una città più cara. Più cari gli affitti, più caro il biglietto dell'autobus urbano, più cara la birra al pub. Incredibilmente meno cara la pizza e le trattorie in genere.
Detto questo risulta comunque abbastanza palese per un residente nella provincia il maggior costo di doversi spostare a Catania. Tanto più che i nuovi ordinamenti impongono nei fatti la frequenza assidua ai corsi. Da qui ad arrivare alla conclusione che gran parte degli iscritti sia tale grazie alla presenza della sede decentrata è un attimo.
Quoto una parte del comunicato ufficiale del rettore:
In merito alle sedi decentrate, si segnala anzitutto che i cicli non ancora conclusi dei corsi di laurea le cui convenzioni sono state risolte, o sono in via di risoluzione, saranno completati, a partire dall’a.a. 2009/2010, presso le sedi di Catania. Si tratta, specificamente, dei seguenti corsi di laurea: Informatica applicata – Comiso; Operatore giuridico di impresa - Enna; Formazione di Operatori turistici – Piazza Armerina; Economia e gestione delle imprese agroalimentari - Nicosia; Economia aziendale e Scienze del governo e dell’amministrazione - Modica.
Quindi i corsi non si chiudono, ma si spostano a Catania. Cosa vuol dire? Mantenere inalterate le posizioni del personale docente delle facoltà. Presidi e professori (se NON a contratto) non rischiano praticamente nulla. Chi era preside a Modica, continuerà ad esserlo a Catania, percependo il relativo compenso, magari solo diminuito dell'indennità di trasferta.
Poi magari riorganizzano tutto ed inglobano i corsi di laurea delle ex sedi decentrate in quelli attualmente attivati a Catania, ma dal comunicato si evince solo che i corsi proseguiranno nella città del Liotro.
Se poco sembra cambiare per i docenti (anche se ad altissimo rischio sono i contrattisti) molto cambierà per gli studenti che con il pagamento delle tasse universitarie e di altre imposte sul reddito poi redistribuite dal ministero della pubblica istruzione, garantiscono ai docenti con cattedra uno stipendio che è circa del 300% in più rispetto a quello della media isolana.
Ora facciamo un po' di calcoli, considerando che son della provincia di Ragusa, vivo a Catania, riuscirò ad avvicinarmi un po' alla realtà.
Ipotizziamo si parli di uno studente di Modica. Ecco cosa spenderà in un mese di Catania:
Trasporti
Il costo del biglietto è di € 7,70 biglietto solo andata (fonte AST via numero verde). Tratta Modica - Catania. Lo farà due volte a settimana, quindi € 15,40 che per quattro settimane al mese fa un totale di € 61,60 al mese per i trasferimenti da e per la città universitaria.
Il costo del biglietto urbano dell'AMT a Catania è di € 1,00 per 90 minuti. Ipotizziando di doverlo prendere tutti i giorni (due biglietti al giorno) per andare a lezione, ma considerando anche che non tutti i giorni si ha lezione e/o non tutti i giorni si va in facoltà con l'autobus, poniamo di comprare una media di un biglietto al giorno. Consideriamo anche il sabato e la domenica, perchè è verosimile ipotizzare che il biglietto serva anche dalla Stazione degli autobus a casa propria. Quindi un costo totale mensile per biglietti urbani di € 30,00.
E' possibile sottoscrivere un abbonamento annuale all'AMT ad un costo mensile di € 25,00 per gli universitari non residenti. Ma deve essere usufruito in una fascia oraria predichiarata che non può superare le 7 ore e mezzo giornaliere. In poche parole se si ha lezione alle 8 e poi alle 16, si deve scegliere in quale fascia oraria comprare il biglietto. Ed in generale a queste condizioni non conviene sottoscrivere l'abbonamento.
Considerate anche che a Catania il servizio di trasporto pubblico urbano è scadente. Mi spiace dirlo, ma è un dato di fatto. Da casa mia alla cittadella devo fare quasi un km a piedi per arrivare alla prima fermata disponibile del famigerato 628 rosso. Autobus che dovrebbe passare al massimo ogni 40 minuti, ma che può far attendere delle ore.
Affitto stanza (una singola)
Se vuoi studiare devi poterti concentrare, quindi cercherai una stanza singola. Facendo un giro su bakeka.it il prezzo medio che viene fuori è di circa € 225,00. Il costo dell'affitto per fini di studio è anche scaricabile in parte dal reddito (con un relativo risparmio di tributi). Ma serve il contratto registrato e purtroppo non è cosa facile da trovare.
Si risparmia prendendo una stanza doppia, ma si rischia di avere difficoltà nell'organizzazione delle ore di studio. Ancora si risparmia prendendo stanza in una zona decentrata, ma si rischia di passare più tempo per strada che in casa.
Spesa per bisogni primari
Mangerete, berrete... E ci tengo a dire che anche quando gli studenti si portano la spesa da casa, non è che non la stanno pagando. Fra l'altro si comprerà sicuramente in loco il pane fresco, l'acqua (difficile con l'autobus da trasportate), l'insalata. Tutto il resto, che spesso sembra non costar niente, è stato pagato in anticipo dai genitori.
Ipotizziamo, fra spesa fatta al paese e quello acquistato a Catania, una cifra minima di almeno € 12 a settimana. Si moltiplica per quattro settimane e si arriva a € 48,00 al mese per soddisfare i bisogni di prima necessità.
A questa somma va aggiunta una presunzione di spesa ulteriore per quelle volte che lo studente è costretto a pranzare fuori. Rifacendomi ai prezzi medi del bar di ingegneria (dove ogni tanto vado a mangiare) per un'insalata, un caffè e una bottiglia di acqua naturale da mezzo litro, si spendono € 3,80. Magari lo si farà due volte a settimana, sempre per quattro settimane arriviamo a € 30,40 al mese per i pasti outdoor.
Bollette e Telefonici
Ci sono anche spese strutturali legate ad avere una casa in affitto. Sicuramente si dovrà pagare l'energia elettrica e la bolletta dell'acqua (a Catania gestore SIDRA).
L'energia elettrica si paga su base bimestrale. Ipotizziamo una spesa totale media di € 100 a conto energia. Facciamo finta di stare in una casa con quattro inquilini in totale. Sono € 25 di competenza a persona per conto, che diventato € 12,50 su base mensile. Previsione molto ottimistica. Se il contratto è ENEL ed è per casa non di residenza questo valore più che raddoppia.
Per la bolletta SIDRA ipotizziamo € 20 a conto, nella stessa casa, abbiamo una competenza di € 5 a conto, mentre su base mensile, considerando la trimestralità dei pagamenti, si arriva a € 1,67. Tutto sommato irrisoria come spesa.
Non dimentichiamoci i telefonici. Sicuramente aumenteranno visto che le chiamate da casa e per casa si faranno intenze. Ma non drammatizziamo. Ipotizzando una persona non particolarmente loquace, la spesa in più potrebbe essere di € 5 a settimana. Quindi € 20,00 al mese.
Costi di impianto
Si andrà in contro anche a dei costi di impianto nella nuova città. Un piumone per l'inverno, nuove lenzuola, qualche asciugamano, un paio di accappatoi...
Ma non dimenticate la lambada studio, una sveglia, un ventilatore (consigliatissimo a Catania!). Magari un televisore.
Tagliamo la testa al toro. Ipotizziamo € 250,00 l'anno come spese di gestione generica? Fanno su base annua € 20,83 al mese.
Facciamoci i conti in tasca
Non c'è bisogno della laurea per fare una somma. Da questi calcoli, che vi assicuro sono fatti al ribasso e non considerano molte altre spese, vivere da studente fuori sede a Catania costa € 450,00 al mese (e vi giuro che la cifra tonda è un caso :-) ).
All'anno? Anche qui, andiamo al ribasso. Consideriamo che tutto agosto si sta al paese (ma si paga affitto e costi fissi di bollette) e nel periodo natalizio si passano altre tre settimane lontani (ma siamo in periodo pre sessione invernale), moltiplichiamo il valore sopra calcolato per 11 mesi.
Stare un anno a Catania da studente fuori sede costa € 4.950,00. Al netto delle tasse universitarie e del costo dei libri di testo.
Il reddito medio in Sicilia si aggira intorno ai 15.000 Euro. Quindi si dovrà destinare oltre il 30% del proprio reddito annuo a costi NON direttamente correlati alla formazione universitaria del figlio, ma indotti dalla distanza fra la sede universitaria e la città di residenza dello studente.
Questo post non vuole essere d'accusa alla città di Catania, luogo che amo, mi ha dato studi, lavoro (anche se su questo ho ampiamente ricambiato ;-) ) e mi ha accolto sempre bene in questi unici anni. Quelli riportati sopra sono però dati di fatto assolutamente normali per un fuorisede e che spesso rappresentano una barriera insormontabile alla piena realizzazione dell'articolo 34 della Costituzione Italiana.

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