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Piazza università a Catania
Foto credits Antudo

Ieri c'è stato un importante banco di prova nella vertenza fra Università degli Studi di Catania e "mondo reale". Perchè stavolta a protestare non sono andati politici, rappresentanti di consorzi o altri parrucconi in cerca di consenso. Stavolta son partiti loro: gli studenti. Soli, senza nessuno intorno. Nessuno che li spingesse da dietro e per contro nessuno che potesse accusarli di farsi manipolare.

L'ottimo resoconto di Leandro, scritto nell'articolo pubblicato ieri su Step1, è il punto di vista di uno studente catanese. Non di un giornalista, non di qualcuno che cerca la notizia. E nemmeno di una persona interessata in diretto dalla questione. L'ottimo Leandro ci mostra il punto di vista della persona qualunque, che conosce le dinamiche, ne è dentro, ma per una volta non ne verrà toccato e può quindi valutare e narrare i fatti in modo freddo, ma non asettico.

Quello che ne esce fuori è una fotografia molto nitida della situazione studentesca italiana. Quando a muoversi sono politici, rappresentanti di interessi traslati dal problema reale, tutti son pronti ad intervenire, a fare annunci, comunicati stampa pro e contro.

Quando a muoversi è il portatore di un interesse concreto e tangibile tutto cambia. Il Magnifico Rettore tiene fede al suo titolo e nemmeno si fa vedere. I rappresentanti degli studenti, da bravi politicanti danno il proprio appoggio senza schierarsi. Le urla ed i proclami dei giorni scorsi lasciano il posto a toni più pacati di chi vuole solamente una risposta.

Risposte che anche ieri non sono arrivate, perchè i membri del senato accademico, dal Magnifico a tutti gli altri Chiarissimi, ieri di superlativo hanno avuto solo la sufficienza nei confronti di quelli che nei fatti sono i loro datori di lavoro.

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