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Nonostante qualcuno dica che va tutto bene, che la crisi in Italia si è sentita meno che negli altri paesi, che è solo una questione psicologica, sembra che i nostri cari cugini (nonchè ex dominatori dell'isola sicula) ci abbiamo già sorpassati per quanto riguarda il reddito procapite.
Leggete il bell'articolo di Lodovico Pizzati. Riporta dati del Fondo Monetario Internazionale, mica Rete4 che usa come unica fonte accreditata Arcore.

Se farete lo sforzo di leggere quelle poche, ma importanti righe, vi accorgerete pure che in prospettiva la Slovenia dovrebbe superare il reddito procapite italiano di poco già dal 2010 per poi staccarci definivitamente. E ripeto: fonte Fondo Monetario Internazionale. Dati a cui tutti hanno accesso, ma che nessuno in Italia si prende la briga di divulgare. Proprio per questo ho deciso di scrivere qui due righe. Se i media nazionali tralasciano certa roba, figuriamoci quelli locali che sembrano avere l'unico scopo di raccontarci le inutili schermaglie fra i politicanti di turno o gravi fatti di cronaca come l'immigrato clandestino che per fame ruba tre biscotti dal fornaio.
Ma il comparto economico in provincia come sta? Io è da un po' che me lo chiedo. Negli ultimi anni abbiamo visto una quantità di centri commerciali aprirsi e tutto faceva presumere che le cose andassero alla grande, ma uno dei due gruppi si è già ritirato. E fortuna che tutto è stato rilevato dalla concorrenza, altrimenti c'era qualche altro centinaio di persone disoccupate (senza contare l'indotto che crea un centro commerciale).
Il buon Gianni di Ragusa Virgilio ci fa sapere che secondo i dati de ilSole24Ore la nostra provincia è al 94° posto nella classifica Pil/Benessere. Docidi posizione perse in un anno. Magari sarò distratto, ma non ho visto nessuno dei media locali dare questa notizia! Il trend è negativo e non ci si aspetta niente di buono. Emigreremo tutti in Slovenia e Grecia?
Io in prima persona ho sempre affermato che il nostro è un posto pieno di opportunità future. Siamo talmente indietro in tutto che non possiamo che andare avanti. Mio malgrado mi sto ricredendo. Mai trovato un cliente locale. Stanno tutti da Roma in su. Se hai un'idea e vuoi portarla avanti devi stare attento a non pestare i piedi all'esperto di turno. Quando non ti si vede come una minaccia qualcuno è pure disposto a farti fare le cose gratis (e col cavolo!).
La raccomandazione è praticamente ovunque. Per carità, io credo nella segnalazione. Se tizio è bravo e mi è segnalato da persona di cui mi fido, non c'è niente di male a dargli un'occasione. Però quando tizio lavora perchè è amico di caio, che a sua volta si deve far rimborsare un favore da sempronio e lo costringe ad assumere un incompetente, beh, questo oltre ad essere poco etico è anche assurdo dal punto di vista economico.
Faccio un esempio pratico. Giusto l'altra settimana sono andato in $notocentrocommerciale a Modica per una macchina fotografica. Chi mi ha assistito durante l'acquisto era iperpreparato (quasi sprecato...). Io non sono un fotografo, ma un cliente accorto. Prima mi informo di mio, poi vado a comprare avendo un'infarinatura. Il commesso era preparato, mi ha tolto ogni dubbio residuo e mi ha fatto spendere 150 Euro (in realtà non proprio io ho comprato). L'azienda ha guadagnato quei soldi soprattutto grazie a questa persona.
Nello stesso posto qualche mese prima sono andato per un regalo. Un qualsiasi accessorio per iPod Nano. Conosciamo il minimalismo di Apple, quindi confezioni tutte bianche e quasi anonime. $Altrocommesso mi mostra la zona degli articoli di mio interesse. Uno di questi mi colpisce, ma non capisco cosa sia. Lo apre, lo guarda (abbastanza basito), prova a leggere il manuale, ma subito richiude tutto e si scusa, perchè lui l'inglese non lo capisce quindi non sa dirmi cosa sia quel affare. Ovviamente me ne sono andato senza spendere un soldo.
Questo esempio banale vuole solo mettere l'accento sulla qualità del lavoro. Il garantismo assoluto che si vede in provincia porta a concelare lo status quo. Impedisce a nuove persone di entrare nel mondo del lavoro. Abbassa la qualità del lavoro e la qualità dei servizi acquistati. Capisco che son discorsi difficili in una terra che ha vissuto di agricoltura prima e di pubblico oggi. Ma sono cose che nel lungo termine sanciscono il successo o l'insuccesso.
Tu imprenditore che dai lavoro all'amico dell'amico perchè pensi che tanto un commesso non sia fondamentale, ma poi spendi un milione di euro l'anno in advertising e stampe di volantini, non stai facendo una cosa geniale. Senza considerare le motivazioni personali: quanto è motivata una persona che sa di fare quello che fa perchè ha dietro un protettore?
Vale anche per la pubblica amministrazione. Creare servomostri (aziende di servizi inutili e mal gestite) equivale a dare garanzie di stipendio, non di produzione. Entrare negli uffici turistici ed essere fortunati nel trovare qualcuno che parla inglese non è auspicabile, perchè io devo trovare sempre qualcuno che parli inglese. E se mi si viene a dire che il turismo è una risorsa, a queste condizioni capisco che la risorsa è tutta della politica, per la politica: nuovi voti nel bracere.
Probabilmente è vero che io parli di niente in tutto questo, ma il niente in questione corrisponde ad una logica di lungo periodo che da noi manca. La filosofia prevalente da noi è "comu veni sà cunta". E questo ci sta relegando agli ultimi posti di un'Italia che già di suo è agli ultimi posti.

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