Scritto da moticanus il 08/02/2008, in Vittoria, Cronaca, Societa
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[Autore: Il terronista]

Da sempre nella provincia ragusana, considerata relativamente tranquilla, la città di Vittoria occupa una posizione particolare, un po’ border-line, per via dei tanti atti criminali che specialmente negli ultimi venti anni hanno tolto la tranquillità agli abitanti.

Ecco una piccola cronistoria della storia della criminalità organizzata a Vittoria, ripercorrendo le tappe fondamentali e analizzando i clan più potenti e sanguinari.

Nel quinquennio 1985-1990 si contano oltre cinquanta omicidi, di cui ben venti fra gennaio e novembre del 1990, numeri da guerra civile. Ma cosa succede a Vittoria in quel periodo? Succede che si raggiunge un elevato livello di benessere grazie alle coltivazioni in serra, e ciò ha attirato l’interesse della malavita, soprattutto proveniente dalla Provincia di Caltanissetta. A causa di questi interessi economici ci fu un incremento di intimidazioni e violenza non indifferente in tutta la città.

Uno dei primi segni della “svolta” malavitosa si ebbe nel 1983 con l’omicidio di Peppe Cirasa, storico boss del contrabbando, ad opera di Turi Gallo: capo di una organizzazione criminale senza scrupoli che gestisce gioco d’azzardo, pizzo e traffico di droga. Al gruppo appartengono nomi pesanti come Carmelo Dominante, Biagio Gravina, e i fratelli Carbonaro.

Tale gruppo rimane compatto sino al 1987 quando lo zoccolo duro composto dai Carbonaro e dai Dominante elimina Turi Gallo e poi, onde evitare vendette, tutti i membri della sua famiglia. Il binomio macchiato di sangue Dominante - Carbonaro diventa egemone su Vittoria, ed eliminerà anche il Gravina.

 La mafia vittoriese rimane in stretto contatto con quella nissena, tanto che esponenti vittoriesi parteciperanno nel novembre del 1990 alla cosiddetta “strage di Gela”, si prestano e scambiano favori anche per lo smercio di droga e armi.

Il clan Carbonaro – Dominante fa capire il possesso del territorio anche in fatto di rapine, uccidendo i cosiddetti dissidenti nella strage di costa Fenicia in cui perderanno la vita Franco e Roberto Piscopo, Emanuela Argenti e Serafina De Luca.

Lotta alla mafia


Tale alleanza criminale agiva soprattutto nel campo del racket, chiedendo il 3% sull’ammontare dei lavori di opere pubbliche, ma la vera miniera d’oro è rappresentata dalla risorsa agricola: ovvero il mercato ortofrutticolo.

 Nessuno per anni osò ribellarsi, anche perché gli “avvertimenti” per gli indisciplinati che non pagavano erano molto pesanti (incendio del box, buste con proiettili), sino a quando nel 1989 Salvatore Incardona, l’unico che non pagava e che incitava gli altri a farlo venne eliminato il 9 giugno, anche Vittoria ha purtroppo avuto il suo Libero Grassi.

E’ una continua escalation di terrore, addirittura da un rapporto della procura del 1991 nella città delle primizie sono oltre mille i cittadini indagati e processati per reati associativi alla mafia e connessi col traffico di narcotici, una media di un cittadino su sessanta, l’imbarazzo cresce quando si scopre che è la media più alta d’Italia: siamo in piena emergenza.

Tra il 1996 e il 1999 scoppiano varie guerre di mafia per il controllo del territorio: il gruppo Dominante contro i Nigito (con l’uccisione di tre persone fatte trovare cadaveri a Vizzini dentro un auto), per culminare con la strage del 2 gennaio 1999, quella di San Basilio, viene ucciso dal clan Piscopo Angelo Mirabella, reggente del clan Dominante e altre quattro persone.

Lo shock in tutta la città è evidente, i media nazionali mostrano Vittoria come una città arretrata, omertosa e retrograda, questo spinge nella direzione di assicurare alla giustizia molti criminali che per anni hanno tormentato la cittadinanza. Tra il 1997 e il 2007 sono state emesse ben 780 ordinanze di custodia cautelare per fatti riconducibili alla criminalità organizzata , con moltissime condanne.

Ancora panico, stavolta nella frazione di Scoglitti, il 16 agosto 2007 quando tre delinquenti pedinati dalle forze dell’ordine in borghese hanno aperto il fuoco fra la folla, fortunatamente senza conseguenze, adesso i tre si trovano in carcere.

In città continuano i furti e le rapine, ad opera della malavita gelese, che saccheggia indisturbata poste e banche, si è pensato a mettere un sistema di telesorveglianza per rendere i commercianti più sicuri, ancora siamo in fase di stallo.

Sembra che Vittoria abbia superato il momento difficile, però ancora la malavita resta radicata dentro il sistema sociale, il pizzo al mercato ortofrutticolo è una triste realtà (come segnalato da Repubblica qualche mese fa), il commercio di droga è in mano ai clan, e il tessuto politico è ancora imbevuto di strane quanto sospette amicizie con alcuni esponenti criminali che hanno interessi nel settore edilizio.

Il caso Vittoria continua a tenere banco, se ne dovrebbe parlare un po’ di più sui giornali e sulle televisioni locali, che invece si limitano a tribune politiche poco efficaci e a farsi megafono del potere.

.Commenti rss
#1
08/02/2008 @ 22:23:24
E' triste sapere che cose del genere sono note da tanto, troppo tempo, ma solo in casi eclatanti ci se ne occupi.

La lotta per la legalità non dovrebbe essere solo un bel monito elettorale, ma attività vera, e mi piacerebbe tutti capissero quanto meglio riusciremmo a vivere.
Il terronista
#2
09/02/2008 @ 10:54:21
Se tutti i politici rispettassero gli impegni presi in campagna elettorale vivremmo in città bellissime, ma sappiamo che non è così, ma serve solo ad arraffare voti. A volte credo che la nostra provincia sia un pò sonnolenta in certe lotte, cullata dal fatto che è considerata una provincia "babba", cioè esule da forti infiltrazioni mafiose. Invece con le alleanze nissene si è visto cosa sono riusciti a fare, notizia di ieri: sventato un attentato al sindaco di Gela.
manuelina
#3
26/07/2008 @ 02:54:55
vorrei sapere più informazioni su questo essere ignobile di nome carbonaro ,su tutti e tre i fratelli che mi hanno distrutto la vita aiutatemi,ve ne saro grata per la vita...
Ex vittoria
#4
09/09/2008 @ 23:39:57
Scappate da Vittoria, la città senza futuro, vi ho vissuto per 27 anni. Agricoltura e turismo potevano fare si che Vittoria divenisse un fiore all'occhiello dell'italia ma sono stati gestiti male. Scoglitti non è la Rimini del sud così come azzardatamente qualcuno definisce ma è una frazione senza servizi e costruita selvaggiamente senza un'adeguato piano regolatore così come Vittoria.La città non è cresciuta culturalmente, non esistono centri culturali quali biblioteche etc., mancano le facoltà universitarie, a Modica e Ragusa ce ne sono diverse ma a Vittoria per volere di un'unica persona che definisco e la storia un giorno mi darà ragione essere contro la città e mi riferisco al dittatore che ha operato in città dalla fine degli anni ottanta a fino qualche anno fa, all'ex primo cittadino.
Ha chiuso e quindi isolato la città dal resto della provincia e della sicilia tutta.
La criminalità organizzata ha trovato terreno fertile in città, con amministrazioni del genere!La cittadinanza non è riuscita a ribellarsi dalla dittatura (tanti per paura) e altri perchè avevano di che spartire dentro in comune, avendo formato un vero comitato d'affari, altro che gestione della città!I piani regolatori sono stati dei veri tabù, la gestione dei mercati affidata a gente malavitosa, I bilanci dell'Amiu e dell'Emaia top secret. Arrivano i finanziamenti per i parcheggi ma non vedo neanche un posto auto in più, le piste ciclabili non esistono, il servizio trasporti nullo.
Potrei riempire pagine e pagine di come Vittoria si trova ad essere per colpa di chi l'ha gestita negli anni passati portandola al baratro. Vi do un consiglio, scappate da quella città! Si salvi chi può!

meno82
#5
09/04/2009 @ 11:28:02
Per quanto riguarda la lotta alla mafia a vittoria e in tutto il mondo non finirà fino a quando non ci saranno leggi così dure che a confronto il 41bis dovrebbe sembrare una passeggiata, e massima tutela per i collaboratori di giustizia parlo per le vittime della mafia e non per i pentiti, io ammiro tanto l'america che in alcuni stati dove nelle carceri vige il lavoro forzato e con esso hanno risparmiato molti soldi che avrebbero dovuto dare a delle ditte.poi rispondendo all'ex-vittoriese voglio dire che il più onesto dei politici quando sale al potere e soggetto ad attenzioni da parte di certi personaggi che gli intimano di collaborare anche tu al posto del politico in genere avresti fatto la stessa cosa per andare avanti con la tua vita, con questo non voglio difendere nessuno soprattutto l'ex primo cittadino il quale condivide idee politiche completamente opposte alle mie, con questo voglio dire che ci vogliono leggi che tutelino il politico a poter fare il suo lavoro in completa tranquillità senza timore di sbagliare. E quando si parla appunto dell'emai dove si chiede di pagare l'ingresso dell'emaia con una cifra sinbolica per evere più servizi il vittoriese non deve storcere il naso poi se l'amministrazione li fa scomparire è un'altro discorso e ache io potrei continuare all'infinito di cosa è giusto e cosa sbagliato arbitrariamente obbiettivo ciao...
#6
25/03/2010 @ 03:21:52
oh Dio mio, a vittoria non potrà mai esserci mai niente la mentalità è troppo chiusa.. Non si può fare niente quà, ogni speranza sembra morire!


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