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<title>RSS Categoria: Provincia - 0932 | blog.it - Un blog dedicato alla provincia di Ragusa</title>
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<description>RSS Categoria: Provincia - 0932 | blog.it - Un blog dedicato alla provincia di Ragusa</description>
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<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 03:17:33 +0100</pubDate>
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<title>Quando il lavoratore non è solo un tassello di organigramma</title>
<link>http://www.0932blog.it/post/563/quando-il-lavoratore-non-e-solo-un-tassello-di-organigramma/</link>
<description><![CDATA[<p><img height="200" align="left" width="250" alt="colloquio di lavoro" src="http://www.0932blog.it/public/image/varie/colloquio.jpg" />Siamo a Novembre. Tempo di manovre finanziare nazionali e conseguenti manovre locali. Da noi in provincia di Ragusa in realt&agrave; c'&egrave; molto poco da manovrare. Figli dei carrozzoni elettorali degli anni 80/90 (ma in certi casi anche del nuovo millennio), le nostre amministrazioni son l&igrave; a contare quanti stipendi riusciranno a pagare. Spesso esce fuori che, guarda un po'... c'&egrave; qualche esubero.</p>
<p>Statali stipendiati dai comuni, comunali prestati a organi statali, parastatali, paracomunali e paraculi. C'&egrave; un po' di tutto. Ma le nostre amministrazioni fan fatica a qualificare un dipendente. Per la verit&agrave;, grazie al solito barbino lavoro dei sindacati, i criteri di scrematura del personale che abbiamo in Italia sono fra i peggiori del mondo occidentale. In prima battuta vanno via i contratti a termine. Facile e indolore: semplicemente non si rinnovano e tanti saluti. In seconda istanza, fra i contrattisti a tempo indeterminato, vanno via gli ultimi assunti, perch&egrave; i costi del licenziamento (TFR se lasciato in azienda, possibili rimborsi a seguito di cause etc...) sono direttamente proporzionali alla durata del rapporto di lavoro.</p>
<p>Su questi presupposto il lavoratore si riduce ad essere un numero. Ed &egrave; quasi casuale che sia un numero dell'insieme &quot;<em>in organico</em>&quot; o dell'insieme &quot;<em>in esubero</em>&quot;. Non esiste criterio qualitativo per valutare la reale o potenziale produttivit&agrave; del soggetto. Tutto &egrave; un numero e non si arriva a capire che tre dipendenti con determinate competenze riuscirebbero a fare il lavoro di dieci dipendenti totalmente incompetenti.</p>
<p>E' una conseguenza logica la svogliatezza nel lavoro. La maggior parte dei dipendenti statali, in queste condizioni non sono incentivati a far bene il proprio lavoro. L'impegno &egrave; scarsamente premiato, gli avanzamenti di carriera dipendono da conoscenze o da semplici scatti di anzianit&agrave;, la stessa esistenza del bene lavoro &egrave; da imputarsi a viariabili indipendenti dall'attivit&agrave; del singolo.</p>
<p>Per&ograve; capita a volte di trovare qualcuno fuori dagli schemi. Pur consapevole del proprio ruolo (e dei modi con cui questo si svolge) non si abbatte e semplicemente fa una cosa giusta. Ora vi racconto una storiella banale, ma secondo me molto indicativa. Un fatto successo a me qualche settimana fa all'ufficio postale di Modica Bassa.</p>
<p>Venerd&igrave; pomeriggio. Appena rientrato da Catania. Entro a casa e trovo due avvisi di pacchi in giacenza alla posta. Ufficio di Modica Bassa. I pacchi sono disponibili da ieri. Uno &egrave; mio personale, per l'altro trovo delega firmata dal familiare. Saranno state le 15.30 ed ho pensato che era un buon orario per andare a ritirare i pacchi. Poca gente, poca fila, cose rapide insomma.</p>
<p>Prima di continuare voglio fare una premessa. <strong>Gli uffici postati di tutta Italia sono inefficienti</strong>, non per colpa del personale, ma per quel assurdo <strong>metodo dello spezzafila per tipologia di operazione</strong>, collegato all'ancora pi&ugrave; assurda <strong>specializzazione degli sportelli postali</strong>. In definitiva si finisce con il far gravare su pochi sportelli tutte le operazioni che richiedono mediamente pi&ugrave; tempo. Mentre gli altri vanno agili perch&egrave; hanno solo operazioni base, salvo intoppi. Negli uffici postali di medie dimensioni (ad esempio quello di Modica Bassa) ci sono sempre due/tre sportelli per le sole pensioni, due per i pagamenti di conto corrente, uno solo per i pacchi. Quindi se arriva Tizio con quindici raccomandate con ricevuta di ritorno, nessun altro sportellista pu&ograve; sgravare il carico di lavoro e velocizzare le operazioni. Se sei destinato nello stesso sportello del ritiro pensione, andr&agrave; a finire che ne prendi due, perch&egrave; nel frattempo t'&egrave; maturata pure quella del mese successivo. In contemporanea potrebbero esserci sportelli liberi, ma tu hai scritto il tuo destino nello spezzafila e non ti puoi sottrarre.</p>
<p>Il risultato? Sai quando entri, ma non sai quando esci. Gente entrata un'era glaciale dopo di te che va via in pochi minuti. E non sono nemmeno raccomandati, &egrave; proprio il sistema poste ad essere stupido. Ma fatta questa premessa, torniamo alla nostra storia.</p>
<p>Entro all'ufficio postale e come prevedevo a quell'ora non c'&egrave; quasi nessuno. Tre sportelli aperti. Non &egrave; periodo di pensione quindi la calma &egrave; ancora maggiore rispetto alle attese. La sportellista dei pacchi sta svolgendo lavoro d'ufficio. La vedo armeggiare mentre contabilizza della roba. <strong>Quello sportello &egrave; fermo, NON per l'inadeguatezza del dipendente, che &egrave; evidente quanto stia lavorando, ma perch&egrave; il sistema poste non prevede che il suo collega di fianco possa svolgere la stessa operazione</strong>.</p>
<p>Santa pazienza, mi metto di lato ad aspettare, e nel frattempo entra un altro signore. Deve pagare un conto corrente. Prende il numero che viene subito chiamato, fa la sua operazione e va via. Io sono ancora l&agrave; che aspetto, ma lamentarmi mi sembra stupido, visto che lo sportello &egrave; funzionante ed operativo, solo che sta svolgendo altre operazioni.</p>
<p>Il collega dell'impegnata sportellista dei pacchi, si accorge dell'anomalia prodotta dal sistema e mi fa un cenno come a dire &quot;<em>la collega si sta liberando</em>&quot;. Lo sportellista ha gi&agrave; ottenuto un obiettivo: far sentire l'utente del servizio non abbandonato. Ha gi&agrave; stravinto la gara di produttivit&agrave; con molti suoi colleghi solo per questo. C'&egrave; un utente che sta subendo un palese disservizio, eppure un gesto &egrave; bastato per renderlo meno insoddisfatto.</p>
<p>L'attesa continua ed ecco che entra un altra persona per pagamento conto corrente. Anche questa viene chiamata subito, visto che non c'&egrave; fila per i conti correnti. Per&ograve; non pu&ograve; essere servito immediatamente visto che l'utente in questione deve riempire il bollettino postale. E lo stallo si moltiplica. Uno sportello &egrave; fermo per motivi interni, un altro perch&egrave; l'utente che ha il diritto di essere servito sta svolgendo un'operazione che fa perdere tempo e che non richiede intervento dello sportellista. In molti uffici questa situazione sarebbe passata inosservata, nel solito &quot;<em>comu veni sa cunta</em>&quot; che da di noi un popolo splendido per certi versi.</p>
<p>Ma qui interviene un elemento anomalo nel sistema. Lo sportellista si ribella all'inefficienza e lo ottimizza in un secondo. Conscio del fatto che il cliente avr&agrave; ancora diversi minuti di fronte prima di concludere la compilazione del bollettino, ne tiene il turno aperto (quindi non gli far&agrave; rifare la fila), ma lo fa accomodare di lato e chiama me. Mi dice che dell'operazione pacchi deve occuparsene la collega, ma nel frattempo, <u><em><strong>piuttosto che far niente</strong></em></u>, controller&agrave; i documenti e andr&agrave; a prendere i pacchi in magazzino.</p>
<p>Ed in effetti questo ha fatto! Ha controllato i documenti, ha visto che era tutto in regola, &egrave; andato a prendere i pacchi ed ha consegnato tutto alla collega che nel frattempo aveva concluso le operazioni ed ha potuto procedere senza ulteriori perdite di tempo alla consegna dei pacchi con firme, controfirme e bolli annessi.</p>
<p>Il dipendente si &egrave; ribellato al sistema, rendendolo per quello che ha potuto, pi&ugrave; efficiente, dando un servizio migliore alla comunit&agrave; ed ha anche conquistato l'apprezzamento mio e di tutti i presenti, perch&egrave; vi assicuro, non sono stato l'unico ad accorgermi della solerzia di quella persona. Un atteggiamento che magari privatamente facciamo tutti i giorni, perch&egrave; &egrave; semplicemente logico, ma che negli uffici statali o parastatali (le poste sono una spa, ma di fatto la golden share li mantiene ancora statali di fatto) certe cose si vedono raramente. E non smetter&ograve; mai di pensare che certi atteggiamenti mancano perch&egrave; &egrave; il sistema a disincentivarli, restando quindi come sporadica predisposizione umana, mai ben ripagata e riconosciuta.</p>
<p>Quando un ente pubblico parla di 20 esuberi come se parlasse dei doppioni delle figurine da giocarsi <em>o ciusciuni</em> non fa altro che alimentare un atteggiamento di passiva indifferenza del personale. Quelli sicuri del posto non li manda via nessuno. Quelli che si considerano precari hanno ereditato il loro status da eventi che non possono controllare.</p>
<p>Fin quando non si comincer&agrave; a parlare di qualit&agrave; del lavoro. Fin quando non saranno chiari i metodi di selezione o deselezione del personale, continueremo a raccontare storie come quella di cui sopra alla stregua di avvenimenti favoleschi. C'&egrave; invece bisogno di qualit&agrave;, controllo, motivazione del personale con fatti tangibili. Avanzamenti di carriera che dipendono non solo dal numero di anni nell'ente. Disposizione di competenze che tenga conto delle competenze e dei risultati da raggiungere, non delle eccedenze degli altri settori. Un organigramma fatto non di numeri e caselle, ma di nomi e cognomi legati a competenze necessarie e risorse disponibili.</p>
<p>Se non si comincia a ragionare come sistema, il dipendente pubblico o assimilato sar&agrave; la persona meno motivata del mondo a fare il suo lavoro. Avr&agrave; un impatto sociale devastante e le ripercussioni saranno tutte sui cittadini che si troveranno a combattere con servizi inefficienti. Il giorno che storielle come quella della posta non saranno pi&ugrave; cose da raccontare, allora vivremo in una provincia quasi normale.</p>]]></description>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 15:42:36 +0100</pubDate>
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<title>[Comunicato Stampa] Cortile Platamone ospita la conversazione "Catania giorno e notte"</title>
<link>http://www.0932blog.it/post/562/comunicato-stampa-cortile-platamone-ospita-la-conversazione-catania-giorno-e-notte/</link>
<description><![CDATA[<p><strong>Dopo 50 anni Raffaele Poidomani ritorna a Catania tra letteratura e giornalismo</strong></p>
<p>L&rsquo;autore del romanzo che anticip&ograve; &ldquo;Il Gattopardo&rdquo; e dello scoop del carteggio d&rsquo;amore di Verga con la contessa Dina di Sordevolo</p>
<p><u><strong>Sabato 7 novembre alle ore 10.00</strong></u> la suggestiva location del <strong>Cortile Platamone</strong> a <strong>Catania</strong> ospiter&agrave; uno dei pi&ugrave; importanti eventi dedicati allo scrittore <strong>Raffaele Poidomani Moncada</strong>, considerato dai critici uno dei &ldquo;grandi&rdquo; della letteratura siciliana del &lsquo;900.</p>
<p>L&rsquo;incontro &ldquo;Catania giorno e notte&rdquo;, tratto dall&rsquo;omonimo racconto che Poidomani scrisse nel 1960, vedr&agrave; importanti interventi di giornalisti ed esperti e ha come partner culturale la Libreria Prampolini.</p>
<p align="center"><img height="778" width="550" alt="catania giorno e notte at 0932blog.it" src="http://www.0932blog.it/public/image/modica/catania_giorno_notte.jpg" style="border: 1px solid rgb(204, 204, 204); padding: 2px;" /></p>
<p>Il moderatore della conversazione sar&agrave; <strong>Angelo Di Natale</strong> - giornalista RAI, che da giovane conobbe lo scrittore. Parteciperanno, quindi, <strong>Salvatore Scalia</strong> - giornalista de LA SICILIA, oltre che grande estimatore dell&rsquo;opera poidomaniana; <strong>Carmelo Arezzo</strong> - storico ed intellettuale che ha scritto su Poidomani; <strong>Matilde Russo e Marina Caf&agrave;</strong> - del FAI (Fondo Ambiente Italiano) e dell&rsquo;associazione &ldquo;Etna 'ngeniousa&rdquo;, che tracceranno la Catania di quel tempo.</p>
<p>L&rsquo;interpretazione dell&rsquo;attore <strong>Marcello Perracchio</strong>, vera maschera di sicilianit&agrave;, condurr&agrave; nel vivo di &ldquo;Catania giorno e notte&rdquo;. Aprir&agrave; i lavori l&rsquo;<strong>On. Prof. Fabio Fatuzzo</strong> - Assessore alla Cultura del Comune di Catania.</p>
<h2>Brevi cenni</h2>
<p>Il 14 marzo 1979 moriva a Modica, sua citt&agrave; natale, Raffaele Poidomani Moncada, scrittore, storico, romanziere e giornalista la cui fiorente produzione ha lasciato una traccia profonda nel panorama letterario italiano. Dal 1930 si trasfer&igrave; definitivamente a Catania, in via S. Giuseppe al Duomo, dove il padre insegner&agrave; all&rsquo;Universit&agrave; fino al 1946 e dove Raffaele abiter&agrave; fino alla morte della madre e successivamente fino al 1960 con la moglie Federica Ivonne Dolcetti, pianista concertista chopiniana.</p>
<p>A trent&rsquo;anni dalla scomparsa dello scrittore, la famiglia e l&rsquo;associazione culturale &ldquo;Touch&eacute;&rdquo; dedica un ciclo di eventi lungo un anno, che per la valenza del programma riceve il patrocinio del Senato della Repubblica, del Ministero della Giovent&ugrave;, della Regione Sicilia, della Provincia di Ragusa, della Camera di Commercio di Ragusa e dei Comuni di Catania, Ragusa, Modica e Pozzallo. Oltre al prezioso sostegno di partner privati.</p>
<p>Raffaele Poidomani con &ldquo;Carrube e cavalieri&rdquo;, romanzo edito a Roma nel 1954, seppe anticipare e influenzare decisamente la seconda stesura de &ldquo;Il Gattopardo&rdquo; come riconosciuto da autorevoli studiosi. Da giornalista fu il primo, nel &rsquo;55, a pubblicare le lettere del carteggio segreto d&rsquo;amore di Giovanni Verga con la contessa Dina Castellazzi di Sordevolo, con la quale lo scrittore verista scambi&ograve; per anni le sue sensazioni e i suoi sentimenti, dicendole anche informazioni di se della massima discrezione e segretezza.</p>
<p>Gli eventi pi&ugrave; significativi della manifestazione dedicata alla scrittore: &ldquo;Scatti di scrittore&rdquo;, mostra delle foto da lui stesso scattate (fu anche fotografo come Verga e Vittorini); pi&egrave;ce teatrali tratte dai sui capolavori; cena teatralizzata (con i famosi chef Ciccio Sultano e Peppe Barone) ispirata a brani memorabili dei suoi racconti ed una degustazione delle pietanze descritte in &ldquo;Carrube e cavalieri&rdquo; preparate da un altro chef stellato come Carmelo Chiaramente; la proiezione di un video racconto con le testimonianze di chi lo ha conosciuto personalmente.</p>
<p>Il ciclo di eventi si concluder&agrave; il 5 dicembre con l&rsquo;intervista impossibile, a cura del giornalista Rai Angelo Di Natale, allo scrittore interpretato dall&rsquo;attore Andrea Tidona - <strong><a href="http://www.raffaelepoidomani.it" target="_blank">www.raffaelepoidomani.it</a></strong>.</p>
<p align="right"><strong>Per informazioni <a href="http://www.raffaelepoidomani.it/" target="_blank">www.raffaelepoidomani.it</a><br />
</strong><strong>Associazione Touch&eacute;<br />
</strong></p>]]></description>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 19:38:58 +0100</pubDate>
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<title>Commemorazione dei Defunti, non marketing</title>
<link>http://www.0932blog.it/post/561/commemorazione-dei-defunti-non-marketing/</link>
<description><![CDATA[<p>Da qualche anno a questa parte sembra che pure dalle nostre parti si sia diffuso il costume di festeggiare Halloween. Ricorrenza rispettabilissima ed antica, ma non nostra. Lasciamola agli anglosassoni, che ne sanno modi, luoghi e tradizioni. D'altra parte perch&egrave; omologarci al dio marketing per farci diventare un target appetibile ai venditori di fuffa quando possiamo vivere noi stessi per quello che siamo stati da secoli?</p>
<p>Ed &egrave; esattamente in ricordo di quello che <strong>siamo stati</strong> che ogni anno, il 2 Novembre, ricordiamo chi non c'&egrave; pi&ugrave;. E tanto pi&ugrave; forte &egrave; il ricordo, tanto pi&ugrave; vorremmo che quella persona fosse fra noi, viva e vegeta. La <strong><a href="http://www.siciliainfesta.com/festa_dei_morti.htm" target="_blank">commemorazione dei morti</a></strong>. Da considerarsi un giorno di riflessione, ma che anche da noi ha assunto gli elementi di un giorno di festa. Non che ci sia niente da festeggiare quando qualcuno di caro viene a mancare, ma come fare per attirare l'attenzione di un bambino? Cosa si pu&ograve; escogitare per non traumatizzare un cucciolo ancora (per sua fortuna) troppo lontano dall'idea della morte e quindi poco incline al ricordo della persona?</p>
<p>La risposta &egrave; abbastanza semplice se ci si riflette un momento: basta che la festa sposti l'attenzione verso i bambini. Ed &egrave; cos&igrave; che nella mente (spesso troppo furba per capire l'inganno velato) di tanti di loro si cerca di far entrare il ricordo di nonni, zii ed altri cari ormai lontani, dando a questi il merito del nuovo giocattolo. <strong><em>Il relago dei morti</em></strong>. Come se fossero questi a festeggiare i bimbi nel giorno del loro ricordo.</p>
<p>Ma i bambini siciliani son furbi e spesso sanno bene che il regalo &egrave; dei vivi, ma mai gli far&agrave; dimenticare i propri cari estinti.</p>
<p>Ma delle volte il giocattolo non basta. Siamo dei gran golosi e non possiamo fare a meno dei nostri dolci tipici. Primo fra tutti il dolce / giocattolo per eccellenza: la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frutta_di_Martorana" target="_blank">Frutta Martorana</a>.</p>
<p align="center"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Frutta_di_martorana.jpg" target="_blank"><img height="420" width="560" src="http://www.0932blog.it/public/image/varie/Frutta_di_martorana.jpg" alt="Frutta di Martorana at 0932blog.it" title="Foto Wikipedia.org" /></a></p>
<p>Vere e proprie opere d'arte. La gioia degli occhi e del palato. E di fronte a tanta bont&agrave; e bellezza, anche i meno giovani tornano in po' bambini. Io stesso di tanto in tanto la compro, ma non la mangio mai. Resto l&igrave; a guardarla stupefatto e ogni tanto un dito si appoggia su quella pesca o quella mela di martorana, giusto per farmi ricordare che non &egrave; vera frutta.</p>
<p>Oramai la provincia di Ragusa &egrave; una zona turistica, e purtroppo la frutta martorana &egrave; diventata senza stagione. In pieno agosto la si pu&ograve; comprare in qualsiasi bar/pasticceria, ma non dimentichiamoci che &egrave; un dolce di stagione (figlio dei frutti di stagione). Ma mi &egrave; chiaro il ricordo di quando questa veniva esposta solo pochi giorni prima del 2 Novembre. E non dimentico nemmeno gli artigiani dei laboratori dolciari scolpire a mano queste opere d'arte. Perch&egrave; ogni pezzo &egrave; unico, non riproducibile, fantastico.</p>
<p>Quanto altro ci sarebbe da dire sulla commemorazione dei morti. E son sicuro che chiunque legga queste righe avr&agrave; da ridire sul fatto che ho omesso questo o quel aspetto della vicenda. Beh, facciamo cos&igrave;: se avete un figlio, <em>in et&agrave; halloween</em>, mettetelo qualche minuto davanti al pc, di fronte questa pagina, leggete assieme queste 4 (confuse) righe e parlategli di quando eravate bimbi e la mattina dei morti vi alzavate e chiedevate ai vostri cosa vi aveva portato il bisnonno dall'aldil&agrave;. Di quando passavate l'intera giornata al cimitero a visitare parenti che magari non avevate mai conosciuto. Di quando nessuno cercava di vendervi una festa non vostra, perch&egrave; i vostri genitori ci tenevano a farvi sapere le cose e non delegavano ad uno spot pubblicitario la vostra educazione.</p>]]></description>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 11:26:39 +0100</pubDate>
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<title>[Comunicato Stampa] Le Pietanze di &#039;Carrube e Cavalieri&#039; - Carmelo Chiaramonte e R.P.M.</title>
<link>http://www.0932blog.it/post/555/comunicato-stampa-le-pietanze-di-039carrube-e-cavalieri039-carmelo-chiaramonte-e-rpm/</link>
<description><![CDATA[<p>Letteratura e cucina, parole e sapori, poetica del gusto e piatti della tradizione: un connubio inscindibile, quello tra arte letteraria e gastronomia, particolarmente per gli scrittori siciliani, da sempre affascinati dal potere evocativo e simbolico del cibo.</p>
<p>Lo scrittore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raffaele_Poidomani" target="_blank"><strong>Raffaele Poidomani Moncada</strong></a> nella raccolta di racconti &ldquo;Carrube e Cavalieri&rdquo;, uno dei capolavori della letteratura siciliana del &lsquo;900, descrive piatti e pietanze tipiche della cucina siciliana. Ecco cos&igrave; che lo Chef Carmelo Chiaramente riapre le pagine dei racconti di Poidomani che ha dedicato alla descrizione dei pranzi e della loro consumazione, in casa del nonno Cesare Luigi Moncada, e preparati con la sapienza di un tempo e reinterpretati con rigore ed estro da uno chef che mette in tavola i prodotti della sua terra e parla di &ldquo;sensualit&agrave; dei piatti e visceralit&agrave; della tavola&rdquo;, per contrapporre all&rsquo;omologazione del gusto una cucina fatta di ingredienti che rischiano di scomparire.</p>
<p align="center"><img height="372" width="560" src="http://www.0932blog.it/public/image/modica/eventi/raffaele-e-una-tavolata.jpg" alt="raffaele poidomani at 0932blog.it" /></p>
<p>Per permettere al curioso lettore di sperimentare in prima persona le squisitezze proposte, domenica 18 ottobre alla storica Taverna Nicastro a Modica alta, quartiere amato da Poidomani dove visse per molti anni, si potr&agrave; assaporare un pranzo con degustazione guidata &ldquo;Le pietanze di Carrube e Cavalieri&rdquo; che vedr&agrave; l&rsquo;incontro tra arte, natura, cultura e tradizione della buona tavola accompagnata da un&rsquo;attenta selezione di vini delle Cantine Pellegrino di Marsala. Il pasto sar&agrave; arricchito da aneddoti culturali e da analisi sensoriali che consentiranno ai presenti di scoprire e assaporare al meglio i prodotti proposti.</p>
<p>La Camera di Commercio, promotrice insieme all&rsquo;Associazione Touch&eacute;,&nbsp; ha inserito l&rsquo;iniziativa nell&rsquo;ambito dell&rsquo;importante azione, portata avanti da anni, di difesa e promozione dei prodotti dell&rsquo;enogastronomia espressione del nostro territorio, salvaguardando la loro tipicit&agrave; e mirando ad attirare un turismo di qualit&agrave;.</p>
<p>Molti scrittori, infatti, hanno colto nel cibo la forma inequivocabile di espressione di un determinato territorio, risultato di un intreccio armonioso che c&rsquo;era e dovrebbe esserci ancora, tra l&rsquo;uomo con la sua sapienza, e la natura con la sua generosit&agrave;.</p>
<p><strong>L&rsquo;appuntamento culinario continua - ancora con il supporto della Camera di Commercio -&nbsp; luned&igrave; 19 ottobre con le lezioni di gastronomia nella prestigiosa sede della &ldquo;Confraternita dei Cenacolari dell&rsquo;Antica Contea&rdquo; a Ragusa Ibla un&rsquo;opportunit&agrave; a cui potranno aderire i giovani chef e i gourmet della Provincia di Ragusa e gli studenti dell&rsquo;Istituto Alberghiero ed Agrario, del Liceo Classico e della Facolt&agrave; di Agraria, per&nbsp; capire come si estrae una ricetta, un&rsquo;idea di cibo ed abbinamento dal vissuto ed in particolare dagli scritti di Raffaele Poidomani Moncada.</strong></p>
<p>Sar&agrave; l&rsquo;occasione per promuovere la cultura dell&rsquo;alimentazione, la valorizzazione dei prodotti tipici del territorio, fornendo al pubblico degli addetti ai lavori le giuste chiavi di interpretazione del pianeta food.</p>
<p>&ldquo;<em>La riscoperta della cucina tradizionale riletta come veicolo per approfondire e scoprire la identit&agrave; culturale ed anche letteraria di un territorio - sottolinea Giuseppe Tumino, presidente della Camera di Commercio di Ragusa - &egrave; un valore aggiunto che deve essere acquisito anche dal sistema delle imprese alberghiere e della ristorazione, alle quali abbiamo pensato nel contribuire a questa felice iniziativa</em>&rdquo;.</p>
<p>Carmelo Chiaramonte, uno chef tra i grandi che la Sicilia possiede, ci condurr&agrave; nel magico territorio siciliano con la sua esperienza di grande conoscitore dei prodotti che la natura ci regala unita alla sua capacit&agrave; di cuoco internazionale, ci permetter&agrave; di avvicinarci a questa grande cucina in modo consapevole e di apprezzarne appieno tutte le caratteristiche gastronomiche.</p>
<p>Oggi la cucina creativa scava sulla terra della tradizione e scopre radici antiche, profumi di sempre che nessun cuoco vuole che si perdano.<br />
Il mondo delle parole dei nostri scrittori &egrave; denso di racconti di pietanze, aneddoti e vicissitudini gastronomiche molto interessanti.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni rivolgersi all&rsquo;<strong>Associazione Touch&eacute;</strong> (<a href="http://www.raffaelepoidomani.it" target="_blank">www.raffaelepoidomani.it</a> &ndash; 333.48.94.564), promotrice degli eventi culinari inseriti nel ciclo di eventi dedicato all&rsquo;intellettuale Raffaele Poidomani Moncada nel trentesimo anniversario dalla sua scomparsa.</p>]]></description>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 18:20:06 +0200</pubDate>
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<title>Il mio grosso grasso sorpasso greco</title>
<link>http://www.0932blog.it/post/546/il-mio-grosso-grasso-sorpasso-greco/</link>
<description><![CDATA[<p>Nonostante qualcuno dica che va tutto bene, che la crisi in Italia si &egrave; sentita meno che negli altri paesi, che &egrave; solo una questione psicologica, sembra che i nostri cari cugini (nonch&egrave; ex dominatori dell'isola sicula) ci abbiamo gi&agrave; sorpassati per quanto riguarda il reddito procapite.</p>
<p><strong><a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/1572" target="_blank">Leggete il bell'articolo di Lodovico Pizzati</a></strong>. Riporta dati del Fondo Monetario Internazionale, mica Rete4 che usa come unica fonte accreditata Arcore.</p>
<p align="center"><img height="300" width="450" style="border: 1px solid rgb(204, 204, 204); padding: 2px;" src="http://www.0932blog.it/public/image/varie/crisi-economica.jpg" alt="crisi economica" /></p>
<p>Se farete lo sforzo di leggere quelle poche, ma importanti righe, vi accorgerete pure che in prospettiva la Slovenia dovrebbe superare il reddito procapite italiano di poco gi&agrave; dal 2010 per poi staccarci definivitamente. E ripeto: fonte <strong><a target="_blank" href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2009/01/weodata/index.aspx">Fondo Monetario Internazionale</a></strong>. Dati a cui tutti hanno accesso, ma che nessuno in Italia si prende la briga di divulgare. Proprio per questo ho deciso di scrivere qui due righe. Se i media nazionali tralasciano certa roba, figuriamoci quelli locali che sembrano avere l'unico scopo di raccontarci le inutili schermaglie fra i politicanti di turno o gravi fatti di cronaca come l'immigrato clandestino che per fame ruba tre biscotti dal fornaio.</p>
<p>Ma il comparto economico in provincia come sta? Io &egrave; da un po' che me lo chiedo. Negli ultimi anni abbiamo visto una quantit&agrave; di centri commerciali aprirsi e tutto faceva presumere che le cose andassero alla grande, ma uno dei due gruppi si &egrave; gi&agrave; ritirato. E fortuna che tutto &egrave; stato rilevato dalla concorrenza, altrimenti c'era qualche altro centinaio di persone disoccupate (senza contare l'indotto che crea un centro commerciale).</p>
<p>Il buon <a href="http://virgilioragusa.myblog.it/archive/2009/09/28/ragusa-precipita.html" target="_blank">Gianni di Ragusa Virgilio</a> ci fa sapere che secondo i dati de <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/09/pil-benessere-tabelle/punteggio-finale.shtml?uuid=99c65700-a6c6-11de-804d-1f5563b87607" target="_blank">ilSole24Ore</a> la nostra provincia &egrave; al 94&deg; posto nella classifica Pil/Benessere. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/09/pil-benessere-tabelle/differenza-posizioni.shtml?uuid=caeb2bf8-a6c6-11de-804d-1f5563b87607" target="_blank">Docidi posizione perse in un anno</a>. Magari sar&ograve; distratto, <strong>ma non ho visto nessuno dei media locali dare questa notizia!</strong> Il trend &egrave; negativo e non ci si aspetta niente di buono. Emigreremo tutti in Slovenia e Grecia?</p>
<p>Io in prima persona ho sempre affermato che il nostro &egrave; un posto pieno di opportunit&agrave; future. Siamo talmente indietro in tutto che non possiamo che andare avanti. Mio malgrado mi sto ricredendo. Mai trovato un cliente locale. Stanno tutti da Roma in su. Se hai un'idea e vuoi portarla avanti devi stare attento a non pestare i piedi all'<em>esperto</em> di turno. Quando non ti si vede come una minaccia qualcuno &egrave; pure disposto a farti fare le cose gratis (e col cavolo!).</p>
<p>La raccomandazione &egrave; praticamente ovunque. Per carit&agrave;, io credo nella segnalazione. Se tizio &egrave; bravo e mi &egrave; segnalato da persona di cui mi fido, non c'&egrave; niente di male a dargli un'occasione. Per&ograve; quando tizio lavora perch&egrave; &egrave; amico di caio, che a sua volta si deve far rimborsare un favore da sempronio e lo costringe ad assumere un incompetente, beh, questo oltre ad essere poco etico &egrave; anche assurdo dal punto di vista economico.</p>
<p>Faccio un esempio pratico. Giusto l'altra settimana sono andato in $<em>notocentrocommerciale</em> a Modica per una macchina fotografica. Chi mi ha assistito durante l'acquisto era iperpreparato (quasi sprecato...). Io non sono un fotografo, ma un cliente accorto. Prima mi informo di mio, poi vado a comprare avendo un'infarinatura. Il commesso era preparato, mi ha tolto ogni dubbio residuo e mi ha fatto spendere 150 Euro (in realt&agrave; non proprio io ho comprato). L'azienda ha guadagnato quei soldi soprattutto grazie a questa persona.</p>
<p>Nello stesso posto qualche mese prima sono andato per un regalo. Un qualsiasi accessorio per iPod Nano. Conosciamo il minimalismo di Apple, quindi confezioni tutte bianche e quasi anonime. $<em>Altrocommesso</em> mi mostra la zona degli articoli di mio interesse. Uno di questi mi colpisce, ma non capisco cosa sia. Lo apre, lo guarda (abbastanza basito), prova a leggere il manuale, ma subito richiude tutto e si scusa, perch&egrave; lui l'inglese non lo capisce quindi non sa dirmi cosa sia quel affare. Ovviamente me ne sono andato senza spendere un soldo.</p>
<p>Questo esempio banale vuole solo mettere l'accento sulla qualit&agrave; del lavoro. Il garantismo assoluto che si vede in provincia porta a concelare lo status quo. Impedisce a nuove persone di entrare nel mondo del lavoro. Abbassa la qualit&agrave; del lavoro e la qualit&agrave; dei servizi acquistati. Capisco che son discorsi difficili in una terra che ha vissuto di agricoltura prima e di pubblico oggi. Ma sono cose che nel lungo termine sanciscono il successo o l'insuccesso.</p>
<p>Tu imprenditore che dai lavoro all'amico dell'amico perch&egrave; pensi che tanto un commesso non sia fondamentale, ma poi spendi un milione di euro l'anno in advertising e stampe di volantini, non stai facendo una cosa geniale. Senza considerare le motivazioni personali: quanto &egrave; motivata una persona che sa di fare quello che fa perch&egrave; ha dietro un protettore?</p>
<p>Vale anche per la pubblica amministrazione. Creare servomostri (aziende di servizi inutili e mal gestite) equivale a dare garanzie di stipendio, non di produzione. Entrare negli uffici turistici ed essere fortunati nel trovare qualcuno che parla inglese non &egrave; auspicabile, perch&egrave; io devo trovare <strong>sempre</strong> qualcuno che parli inglese. E se mi si viene a dire che il turismo &egrave; una risorsa, a queste condizioni capisco che la risorsa &egrave; tutta della politica, per la politica: nuovi voti nel bracere.</p>
<p>Probabilmente &egrave; vero che io parli di niente in tutto questo, ma il niente in questione corrisponde ad una logica di lungo periodo che da noi manca. La filosofia prevalente da noi &egrave; &quot;<em>comu veni s&agrave; cunta</em>&quot;. E questo ci sta relegando agli ultimi posti di un'Italia che gi&agrave; di suo &egrave; agli ultimi posti.</p>]]></description>
<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 11:46:36 +0200</pubDate>
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<title>Lettera aperta sul precariato della scuola</title>
<link>http://www.0932blog.it/post/539/lettera-aperta-sul-precariato-della-scuola/</link>
<description><![CDATA[<p>L'autobus, il treno, le valigie, la partenza, i saluti, la lontananza, le domeniche trascorse a studiare, gli esami, le lezioni, le giornate impiegate all'universit&agrave; tra pranzi al volo e studio in biblioteca. Sembra il soggetto della sceneggiatura di un film, invece &egrave; la vita di tanti giovani, ragazzi che spesso hanno lasciato la Sicilia per andare a studiare fuori, con la fermezza poi di voler tornare a lavorare nella propria terra. Anni trascorsi con la ferma volont&agrave; di, una volta terminati in fretta gli studi senza tanti svaghi e divertimenti dato che studiare fuori &egrave; una spesa non indifferente per le famiglie, tornare in Sicilia nel proprio paese, perch&eacute; in realt&agrave; si ama troppo la terra in cui si &egrave; cresciuti, per non lasciare la propria famiglia, perch&eacute; in fondo al cuore si nutre la speranza che ogni posto, anche quello pi&ugrave; decentrato, pu&ograve; offrire delle possibilit&agrave;, basta essere volenterosi e propositivi.</p>
<p align="center"><img width="441" height="200" alt="precari unitevi at 0932blog.it" src="http://www.0932blog.it/public/image/varie/precari-unitevi.jpg" style="border: 1px solid rgb(204, 204, 204); padding: 2px;" /></p>
<p>Si crede che la laurea&nbsp; rappresenti il traguardo tanto ambito, ma appena si raggiunge la meta tanto agognata capiamo che in realt&agrave; siamo solo all'inizio di una lunga e impervia salita! Infatti, per chi ha scelto la professione di insegnante, inizia il calvario dell'abilitazione. Altri due anni di studio, esami che non sono altro che la ri-proposizione di materie gi&agrave; affrontate all'universit&agrave; e poi, il tirocinio nelle scuole. Una volta &quot;abilitati&quot; all'insegnamento, si inizia finalmente a lavorare.</p>
<p>Si comincia con le supplenze brevi, poi con gli incarichi annuali. Pur lavorando, sebbene siano stati ultimati gli studi relativi al conseguimento della laurea e dell'abilitazione, comincia l'iter dei corsi on-line, corsi pi&ugrave; o meno validi, pi&ugrave; o meno costosi che offrono spesso poca preparazione, ma un certo punteggio che serve per scavalcare gli altri. Perch&eacute; le graduatorie in cui gli insegnanti sono inseriti non istituiscono altro che una competizione tra colleghi, ognuno deve cercare di non farsi superare ma deve cercare di superare l'altro.</p>
<p>Quando si insegna e ci si trova davanti agli alunni, si comprende come le aule ovattate delle universit&agrave; sono molto distanti dalla realt&agrave; delle scuole. Le lezioni di pedagogia dell'universit&agrave; sono molto disgiunte dalla realt&agrave; di disagio che provano gli adolescenti di oggi. Noi docenti, infatti, oltre a spiegare le cause della Seconda guerra mondiale, siamo chiamati ad affrontare con determinazione e coraggio quell'universo variegato di astrusit&agrave; che attanaglia i giovani di oggi, feriti&nbsp; dentro in modo irreversibile e, in certi casi, talmente confusi e deboli da trovare la pace solo nell'estremo gesto&hellip;</p>
<p>Tuttavia, &egrave; questa la nostra missione: se si diventa per gli alunni&nbsp; un punto di riferimento, una persona aperta e dialogante che non alza il muro dietro l'aura della cultura posseduta, come molti nostri insegnanti invece hanno fatto in precedenza con noi, si pu&ograve; pensare di aiutarli e diventare cos&igrave;&nbsp; quell'appiglio sicuro che purtroppo non riescono a trovare n&eacute; in famiglia n&eacute; con gli amici.</p>
<p>Ma proprio quando cominci ad amare la professione appena intrapresa, tutto finisce, la scuola viene riformata, viene avviato un piano di &quot;razionalizzazione&quot; e si rimane a casa senza un lavoro, con quella poca esperienza accumulata e tanta voglia di continuare perch&eacute; si pensa, forse sbagliando, di aver tanto da dare ai ragazzi.</p>
<p>L'amarezza si amplifica se ad essere colpiti maggiormente siamo noi, giovani del sud, quel sud da cui spesso i giovani fuggono per andare a trovare lavoro altrove. Ma l'amarezza nasce anche da un'altra considerazione: l'aver lavorato duramente tutta la vita per conseguire una laurea con il massimo dei voti, 4 abilitazioni, 3 Master universitari, patente europea del computer, 2 qualifiche professionali, che conducono alla fine al risultato obsoleto e improprio dell'indennit&agrave; di disoccupazione e di vacui contratti di disponibilit&agrave;? Allora l'impegno non paga? Allora bisogna rassegnarsi all'idea che, non il merito, ma solo le scorciatoie facilitano il reperimento di un lavoro?</p>
<p>La realt&agrave; &egrave; che non sappiamo cosa ci riserva il futuro, ancora una volta probabilmente dovremo rinunciare alla strada intrapresa, dovremo chiedere nuovamente aiuto alle nostre famiglie che forse non avranno mai la gioia e il sollievo di vederci finalmente diventare indipendenti e persone appagate.</p>
<p>Sicuramente non moriremo di fame, ma moriranno certamente la dignit&agrave; e la passione per le lettere e lo studio che, come un filo rosso, ha attraversato tutta la nostra vita.</p>
<p>Tenendo conto del futuro incerto che si prospetta davanti a noi, siamo costretti a re-inventarci, cosa che alla nostra et&agrave; appare difficile e ci getta nello sconforto, mentre per chi viene licenziato a 40 o peggio 50 anni &egrave; praticamente impossibile, specie in un luogo come la Sicilia dove gi&agrave; le opportunit&agrave; di lavoro sono pochissime.</p>
<p>Vorremo far capire a tutti che la nostra non &egrave; solo una battaglia per un semplice posto di lavoro, ma &egrave; una battaglia per difendere quel senso di civilt&agrave; che si sta disperdendo,&nbsp; perch&eacute; un Paese che decide di risparmiare sulla formazione e sulla cultura, che mette a rischio la vita di migliaia di alunni, insegnanti e personale Ata, permettendo che si formino classi di 35/38 studenti, che licenzia in massa migliaia di professionisti che per la maggior parte lavorano con passione e vero interesse, non &egrave; un paese che possa definirsi civile. Il nostro &egrave; un Paese che non investe nel futuro!</p>
<p>Alle lezioni di pedagogia e psicologia della Sissis ci hanno detto che una delle qualit&agrave; che un buon insegnante deve possedere &egrave; il senso di responsabilit&agrave;. Ci chiediamo se chi ci governa ha agito secondo responsabilit&agrave;?&nbsp; Qualcuno ha pensato che dietro tutti quei numeri ci sono vite di giovani, ora demoralizzati, demotivati e privi di speranza, ma anche tanti genitori che hanno bisogno dello stipendio per sostenere il futuro dei propri figli?</p>
<p>&quot;Dite una bella verit&agrave; con poche parole&quot; ci ricorda il grande Gibran, ma ci chiediamo se a noi precari della scuola, giovani e non, che abbiamo perseguito la nostra verit&agrave; con forza e coraggio, ci sia stato detto allora che il nostro destino alla fine di tutto sarebbe stato determinato non pi&ugrave; dalle nostre capacit&agrave;, ma dalle norme di una riforma inconsistente che ha deciso il nostro futuro per noi.</p>
<p align="right"><em><strong>Graziana Iurato<br />
Fatima Palazzolo<br />
Maria Vittoria Sortino</strong></em></p>]]></description>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 09:39:12 +0200</pubDate>
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<title>Ultimo comunicato ed una breve considerazione</title>
<link>http://www.0932blog.it/post/533/ultimo-comunicato-ed-una-breve-considerazione/</link>
<description><![CDATA[<p>Oggi a Modica succede un po' di tutto. Sto 12 Settembre &egrave; pi&ugrave; incasinato che mai, ma l'importante che le cose si facciano, si organizzino per bene e si portino avanti. Purtroppo l'ultima nota e meno positiva. L'associazione <strong><a href="http://ilclandestinonline.blogspot.com/2009/08/1-festival-del-giornalismo-101112.html" target="_blank">Il Clandestino</a></strong> ci fa sapere che per motivi organizzativi la festa a conclusione del 1&deg; Festival del Giornalismo stasera non potr&agrave; tenersi. Ovviamente continuano le altre manifestazioni previste in calendario.</p>
<p>Cambiando un attimo discorso (ma poi neanche tanto) sarebbe bello tenere il live streaming degli eventi della provincia. Un feed aggiornato in tempo reale con tutto ci&ograve; che succede e succeder&agrave; da qui a poco, nella nostra bella terra.</p>
<p><img align="left" src="http://www.0932blog.it/public/image/friendfeed.png" alt="FriendFeed 0932blog" />Tutta sta manfrina solo per dirvi che ho appena aperto un gruppo su <a href="http://friendfeed.com" target="_blank">FriendFeed</a>: <strong><a href="http://friendfeed.com/0932eventi" target="_blank">0932 Eventi</a></strong>. Un aggregatore, un po' come ho fatto per gli <a href="http://www.0932blog.it/category/FriendFeed/" target="_blank">articoli automatici che tanto in tanto vanno pubblicandosi su questo blog</a>. Con una differenza sostanziale. Mentre gli articoli che il blog incorpora sono frutto del lavoro <a href="http://friendfeed.com/0932" target="_blank">di un account</a> e ne sfruttano il flusso, questo &egrave; un gruppo, dove chiunque pu&ograve; postare le sue notizie e commentarle facilmente. Se gran parte di quelli interessati a pubblicizzare i propri eventi lo usasse, alla fine ci troveremmo di fronte ad uno stream naturale dell'attivit&agrave; culturale, ma non solo, della provincia.</p>
<p>Un altro utilizzo che mi piacerebbe vedere &egrave; il live streaming degli eventi. Andate a teatro in provincia? Postate sul gruppo che siete l&igrave;, fate una foto ed inseritela. Date conoscenza di quanto di interessante si pu&ograve; fare dalle nostre parti.</p>
<p>E' chiaro che stiamo parlando di un esperimento abbastanza gravoso per una provincia in cui il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_divide" target="_blank">digital divide</a> &egrave; tanto presente, ma voglio crederci e dopo tutto non mi costa niente. Quindi, chi vuole si iscriva a FriendFeed. Aggiungete fra i vostri contatti <a href="http://friendfeed.com/0932" target="_blank">il nostro account</a> ed iscrivetevi al gruppo <a href="http://friendfeed.com/0932eventi" target="_blank">0932 Eventi</a>.</p>
<h3>Perch&egrave; FriendFeed e non FaceBook o Twitter?</h3>
<p>Me la faccio da solo sta domanda, tanto prima o poi arriverebbe :-) FriendFeed &egrave; il miglior aggregatore di contenuti on line che abbia mai usato. E' meno conosciuto di FaceBook (che fra l'altro l'ha recentemente acquistato) e questo fa si che ci sia ancora poco spam. In pi&ugrave; permette delle triangolazioni efficaci. Aggrega i contenuti simili automaticamente e, diversamente da twitter, implementa i commenti dei singoli item. Che in poche parole vuol dire che si pu&ograve; far discussione molto meglio.</p>
<p>Se non avete idea di cosa sia FriendFeed e quindi non c'avete capito una mazza vi invito ad iscrivervi, provare, sbagliare, riprovare e capire. In casi estremi, semplicemente chiedete pure qui.</p>
<h3>Un designer interessato?</h3>
<p>Se qualcuno di voi fa il designer (o quantomeno ci si diletta) e fosse interessato a produrre il logo del gruppo, avrebbe tutta la nostra ammirazione e graditudine, nonch&egrave; un link permanente in tutte le pagine del blog :-)</p>]]></description>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 16:29:51 +0200</pubDate>
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<title>Caro turista, leggi e fai attenzione, perchè non tutto è tipico</title>
<link>http://www.0932blog.it/post/527/caro-turista-leggi-e-fai-attenzione-perche-non-tutto-e-tipico/</link>
<description><![CDATA[<p>La nostra provincia &egrave; un luogo pieno di tradizioni culinarie, ma ultimamente ho la sensazione che queste stiano degenerando. E' diventato tutto tipico, pure l'acqua con lo zucchero fra un po'. Come anche mi capita di vedere qualificato un prodotto tipico della zona (intendendo la Sicilia sud orientale), come esclusivo di&nbsp; un determinato comune. Di seguito una piccola guida informativa, giusto per approcciarsi meglio a certi rivenditori.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/davidonzo/2155188788/" title="Capodanno 2008 di davidonzo, su Flickr"><img width="500" height="375" src="http://farm3.static.flickr.com/2247/2155188788_e8143cab25.jpg" alt="Capodanno 2008" style="border: 1px solid rgb(204, 204, 204); padding: 2px;" /></a></p>
<h3>Focacce</h3>
<p><strong>Le focaccie</strong> (di cui abbiamo un contributo fotografico sopra): troppo spesso ho sentito dire siano esclusivo appannaggio della provincia, addirittura essere esclusive di Modica per i modicani, Ragusa per i ragusasi etc... Niente di pi&ugrave; falso, visto che ho mangiato focacce delle fattezze di quelle di sopra in gran parte della provincia di Siracusa. Gi&agrave; a Catania non se ne trovano, la tavola calda in genere cambia forma, ingredienti ed aspetto. Ma le focacce che tanti palati fanno innamorare, non sono esclusivi ne di Ragusa provincia, ne di una determinata cittadina.</p>
<p>Quello che &egrave; vero &egrave; il particolare. Con questo intendo che a Modica troverete le focacce in un certo modo. Ingredienti diversi vengono usati gi&agrave; a Ragusa, e come non dimenticare Pozzallo, dove il pesce &egrave; alla base della dieta.</p>
<p>Il motivo &egrave; abbastanza semplice: la focaccia &egrave; un piatto povero. Farina, acqua e sale come base. All'interno i prodotti della nostra terra (o del mare). E' normale che la differenziazione avvenga per coltivazioni prevalenti.</p>
<h3>Gli insaccati</h3>
<p>In generale la nostra non &egrave; provincia di <em>carne</em>. Abbiamo ottime qualit&agrave; di bovini, ma li si usa pi&ugrave; per il latte che se ne trae che per il resto. Ottima qualit&agrave; della carne, ma non tradizione millenaria. La dieta si basa molto di pi&ugrave; sulle coltivazioni in genere. Legumi di ogni tipo, verdura fresca nel periodo estivo. Pomodori in salsa, oppure trasformati in estratto, pomodori secchi etc. Queste son cose tipiche, ma sicuramente non esclusive.</p>
<p>E' invece zona di insaccati quella compresa fra i comuni di <strong>Chiaramonte</strong> e <strong>Monterosso</strong>. Zone montane, dove per tradizione (e metereologia) si &egrave; sviluppato un consumo maggiore di carne, soprattutto di maiale. In questi due comuni potrete trovare ottimi insaccati locali, questi s&igrave; di antica tradizione.</p>
<p>Per il resto se qualcuno (come successo a me, che sono anche del luogo) cerca di appiopparvi il <em>salame modicano</em>, nonostante tutti i marchi di qualit&agrave; che pu&ograve; farvi vedere, non c'&egrave; niente di tipico e tradizionale. Magari sar&agrave; un ottimo salame e questo non lo metto in dubbio, ma dire che proviene da antiche tradizione non corrisponde a verit&agrave;.</p>
<h3>I formaggi</h3>
<p>Questi si sono tipici ed esclusivi. La provola ragusana, la ricotta fresca prodotta dalle nostre masserie. Ed ovviamente il cacio cavallo ragusano. Formaggio che &egrave; proprio di Ragusa citt&agrave; e zone limitrofe. A Modica gi&agrave; cambia ed il formaggio tipico prende il nome di <strong>tumazzo</strong>. Io, magari poco patriotticamente, preferisco il cacio cavallo ragusano, per&ograve; son da provare entrambi, visto che <em>degustibus</em>...</p>
<p>La ricotta &egrave; un altro prodotto tipico. Nel resto della Sicilia si &egrave; imposta la ricotta di pecora, mentre da noi &egrave; il latte di mucca a farla da padrone. La ricotta con latte di vacca &egrave; la logica conseguenza.</p>
<h3>La cioccolata</h3>
<p>Croce e delizia soprattutto della Contea. Ho visto che ultimamente molti si affrettano a dire il giusto: ovvero che la cioccolata modicana con <em>qualsiasiCosaDentro</em> &egrave; un'invenzione dei nostri giorni. Non mi stancher&ograve; mai di dire che la cioccolata alla vaniglia ed alla cannella sono quelle veramente tradizionali, mentre tutto il resto &egrave; un ben riuscito tentativo di allargare la gamma. Non &egrave; tradizione, ma pi&ugrave; semplicemente marketing con occhio per la gestione del display.</p>
<h3>Le arancine al cioccolato</h3>
<p>Diretta conseguenza del successo della cioccolata. Prodotto che sta cominciando a vedersi sempre pi&ugrave; spesso. E' tipico nella misura in cui sta genialata la si fa solo dalle nostre parti. Per il resto &egrave; un'idea che pu&ograve; essere carina, ma sicuramente non deriva da chiss&agrave; quale antica tradizione. Per lo pi&ugrave; che fra i rustici tipici, proprio l'arancino &egrave; da considerarsi importato.</p>
<p>La paternit&agrave; dell'arancino (o arancina) &egrave; lotta serratissima fra Palermo e Catania. E penso sia una barrage che vede come perdente di partenza tutta la provincia.</p>
<h3>I nostri vini</h3>
<p>Anche qui, togliendo il fantastico Cerasuolo di Vittoria, non mi risulta esserci grande tradizione. Ottimi vigneti per carit&agrave;, ma di cantine famose non ne ho notizia. Ripeto, Vittoria ed il suo Cerasuolo sono un caso a parte. L&igrave; c'&egrave; tradizione, storia ed ottimo vino.</p>
<p>Altra cosa fondamentale per il discorso vino: la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malvasia" target="_blank">malvasia</a> non &egrave; un vino locale!</p>
<p>Questo post nasce da mie esperienza diretta. Se entri in un locale con amici di fuori, spesso vieni preso a tua volta per turista. C'&egrave; tanta brava gente che spiega con amore luoghi, tradizioni e curiosit&agrave;. Mi sembra siamo ad un livello di turismo genuino, che &egrave; poi quello che cerca il visitatore in una provincia formata in toto da piccole cittadine. Per&ograve; di tanto in tanto la genialata (come quella del salame modicano) me la sono sentita dire.</p>
<p>Ci sarebbe tanto altro da dire, ma spero in qualche vostro contributo.</p>]]></description>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 12:13:05 +0200</pubDate>
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<title>Un consiglio al Consiglio</title>
<link>http://www.0932blog.it/post/512/un-consiglio-al-consiglio/</link>
<description><![CDATA[<p><img width="320" height="247" align="left" src="http://www.0932blog.it/public/image/varie/consiglio-streaming.jpg" alt="Consiglio comunale in streaming at 0932blog.it" />Questo post &egrave; ispirato dalla bella iniziativa portata avanti dagli amici di <strong><a href="http://avolablog.blogspot.com/2009/08/consiglio-comunale-in-streaming-che.html" target="_blank">Avola Blog</a></strong>. Ad Avola un gruppo di coraggiosi si sta battendo affinch&egrave; il consiglio comunale renda disponibile la diretta streaming delle proprie sedute.</p>
<p>L'idea &egrave; veramente bella. Quante volte sentiamo che la delibera X non &egrave; stata approvata per mancanza del numero legale?! A me piacerebbe vedere in diretta chi &egrave; andato via, chi si &egrave; alzato impedendo la prosecuzione dei lavori. Pi&ugrave; in generale mi sembra quasi scontato nel 2009 dare la possibilit&agrave; a tutti i cittadini di poter assistere senza sforzo ai lavori del consiglio, per rendersi conto di come hanno speso il loro voto.</p>
<p>Si fa un gran parlare di politica pi&ugrave; vicina ai cittadini, ma finora oltre le parole e qualche assemblea pubblica ben programmata, si &egrave; vista poca roba. Mentre in realt&agrave; basterebbe davvero poco per mettere in atto la cosa.</p>
<p>Sembra che nessuno dei consigli comunali della provincia abbia pensato alla cosa. Ma basterebbe veramente poco:</p>
<ul>
    <li>Una postazione web nell'aula del consiglio.</li>
    <li>Una webcam.</li>
    <li>Un microfono.</li>
    <li>Un account <strong>gratuito</strong> in uno dei tantissimi servizi di live streaming disponibili.</li>
</ul>
<p>Praticamente tutto a costo zero, se consideriamo che sicuramente i comuni avranno una postazione nell'aula consiliare, ed una webcam anche di buona qualit&agrave; non pu&ograve; costare pi&ugrave; di 50 Euro.</p>
<p>Servirebbe solo un addetto che con un click avvii la diretta streaming e la interrompa alla fine dei lavori. E voci di corridoio insistenti fanno sapere che la mancanza di personale non &egrave; cosa che affligge gli enti pubblici :-)</p>
<p>C'&egrave; stata tanta polemica <a href="http://www.unanuovaprospettiva.it/2009/07/10/i-numeri-del-consiglio-comunale-di-modica/" target="_blank">sui numeri del consiglio comunale di Modica</a>. E sempre maggioranze e opposizioni si beccano sulle rispettive responsabilit&agrave; in consiglio, basando il dibattito su relazioni dei lavori troppo formali per dare un'idea chiara della realt&agrave; dei fatti. Gli amministratori potrebbero invece bypassare la cosa a costo zero, avvicinandosi all'elettorato, acquisendo autorevolezza nel mettersi on line, di fronte al mondo, senza tanti problemi.</p>
<p>Mi piacerebbe che qualcuno dei piani alti prenda in considerazione la cosa. I tempi di realizzo sono di un paio d'ore di chiacchierata, il vantaggio per la popolazione ovvio. Tutto il resto sono valutazioni politiche di convenienza, ma non entro in questo campo, visto che non &egrave; un problema ne mio ne della popolazione, ma solo di chi fa politica per tornaconto proprio.</p>]]></description>
<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 10:15:17 +0200</pubDate>
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</item>
<item>
<title>Passo Martino: l&#039;altra faccia dell&#039;evento</title>
<link>http://www.0932blog.it/post/497/passo-martino-l039altra-faccia-dell039evento/</link>
<description><![CDATA[<p>Interessantissima segnalazione arrivata da <strong><a target="_blank" href="http://www.passomartino.com">PM Day</a></strong>.</p>
<p class="classquote">Chi piu' di me puo' essere felice dell'apertura dell'autostrada Lentini-Catania: lavoro a Catania e giornalmente percorro la strada da Modica a Catania (Zona Industriale). L'ultimo mese e' stato un incubo raggiungere il posto di lavoro, tra disservizi vari dell'AST (pulizia degli autobus, sedili autoreclinanti, bocchettoni dell'area condizionata rattoppati con nastro adesivo&nbsp; ritardi alla partenza e cosi via) si e' aggiunta anche l'angoscia e la consapevolezza delle code interminabili ad entrare e uscire da Catania.<br />
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Viaggio di andata e ritorno di 6 ore, giornate interminabili piu' del 60% della giornata lavorativa dedicata a viaggiare.<br />
Finalmente ieri l'apertura dell'autostrada. Che felicita'!. Si ritorna agli orari normali; ma che! questa mattina alla fermata del AST - a Modica (Barycentro) ho avuto la sorpresa che gli autobus non passeranno piu' dalla Zona Industriale di Catania, la prima fermata utile sara' l'aeroporto Fontanarossa.<br />
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Si e' passati dalle angosciose 6 ore all'impossibilita di raggiungere il posto di lavoro, infatti non c'e' nessuna linea AMT che congiunge direttamente l'aeroporto con la zona industriale. L'alternativa e' scedere a catania e poi prendere un autobus per la zona industriale con un ulteriore (almeno) ora di viaggio per ogni corsa.<br />
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Il che rende impraticabile l'ipotesi di continuare a fare 6 ore di viaggio per 8 ore di lavoro. Viene meno anche un servizio pubblico fatto da anni per il quale la regione, lo stato (e quindi noi cittadini) paghiamo.<br />
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Per altro l'ordine di servizio e' di utilizzare il tratto autostradale non l'obbligo di lasciare la tangenziale all'uscita dell'aeroporto. Si potrebbero trovare percorsi alternativi che prevedono il passaggio dalla Zona Industriale con un aumento del percorso di soli 3 km. Ma pare che diregenti locali e autisti non sono nemmeno interessati a tale ipotesi.<br />
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Il problema non e' solo per i lavoratori di Modica o per l'AST, ma per tutto il bacino a sud di Catania e tutti i gestori delle corse delle province di Siracusa e Ragusa, decine di persone che gironalmente raggiungono il loro posto di lavoro da oggi sono costrette ad utilizzare mezzi privati, avendo un impatto non indifferente sull'ambiente e sul traffico.<br />
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Questa e' l'altra faccia della medaglia del bel passo avanti fatto con l'inaugurazione del tratto autostradale.<br />
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<strong>Inviata da Claudio Iozzia</strong></p>
<p>Mi piacerebbe capire perch&egrave; gli autobus dell'AST non prevedono una sosta all'area industriale, visto che anche con l'autostrada aperta, praticamente ci passano dentro. Basterebbe prendere la giusta uscita, fare una fermata e riprendere il tratto per la tangenziale.</p>]]></description>
<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 09:19:54 +0200</pubDate>
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